Bilancio: i pessimi risultati di un anno di amministrazione delle destre

Un milione di debiti fuori bilancio, un disavanzo di amministrazione che supera i 15 milioni, limitata capacità di riscossione da parte dell’Ente e un conto economico che chiude con meno 23 milioni di euro. Questo il risultato di un anno d’amministrazione delle destre a Ciampino.

L’approvazione del rendiconto di gestione 2019 è viziato da gravi irregolarità amministrative, con una serie di atti fortemente carenti ed omissivi, messi a disposizione dei consiglieri comunali ben oltre i 20 giorni, termine minimo previsto dal regolamento di contabilità degli enti locali. Per questo sono state presentate due pregiudiziali sottoscritte dalle opposizioni, che saranno trasmesse agli organi di controllo in materia contabile.

Manca poi nel documento contabile il prospetto circa gli esiti della verifica dei crediti e debiti reciproci con le società partecipate, nonostante la Relazione sulla gestione allegata allo schema di rendiconto ponga in evidenza mancate riconciliazioni debiti crediti, sia con Ambiente Spa, che con ASP, i cui riflessi risultano rilevanti ai fini dell’approvazione del Rendiconto dell’Ente 2019.

Nel parere dei revisori dei conti si rileva una percentuale di riscossione da parte dell’Ente alquanto bassa, sia per quanto riguarda i recuperi tributari, sia per i proventi del codice della strada e sia per ciò che riguarda fitti attivi e canoni patrimoniali dell’Ente. La bassa riscossione dei recuperi tributari appare alquanto preoccupante, soprattutto tenendo conto che il Comune di Ciampino a titolo di ‘aggi per la riscossione’, avrebbe corrisposto nel 2019 alla Società Partecipata ASP S.p.A., un importo di Euro 949.131,79.

Infine nella proposta di deliberazione relativa all’approvazione del ripiano del disavanzo di amministrazione, si rilevano le quote da ripianare (Euro 797.703,29 per l’anno 2020, Euro 1.412.023,24 per l’anno 2021 e per l’anno 2022) che non risultano coperte finanziariamente, in quanto nel bilancio di previsione 2020/2022, approvato lo scorso marzo sono riportate quote di disavanzo per Euro 706.928,92 per l’anno 2020, Euro 706.928,92 per l’anno 2021 Euro 706.928,92 per l’anno 2022. E’ evidente la mancata copertura finanziaria per le annualità 2021 e 2022, che rendono il bilancio fortemente squilibrato.

Le criticità già messe in evidenza lo scorso marzo, con la presentazione della nostra pregiudiziale all’approvazione del bilancio di previsione 2020-2022, vengono ora alla luce. Oggi come allora Diritti in Comune assieme alle altre forze di opposizione intende svolgere con rigore il compito di verifica e controllo dell’assetto economico dell’ente, un impegno che, nell’interesse dei cittadini e della città, dovrebbe essere assunto con coraggio da tutti i consiglieri presenti nell’aula Pietro Nenni.

Se il buongiorno si vede dal mattino la gestione amministrativa delle destre rischia di essere ancora peggiore dell’epilogo della vecchia amministrazione. Da questo punto di vista il ritornello della colpa di quelli che c’erano prima, con noi non attacca e rischia di aver già stancato i cittadini.

40 anni dalla strage di Bologna: dall’amministrazione le solite provocazioni e polemiche. Noi chiediamo verità e giustizia.

 

Ieri ricorrevano i 40 anni dalla strage della stazione di Bologna, dove persero la vita 85 persone a causa dell’esplosione di una bomba per mano eversiva fascista. 

L’amministrazione di Ciampino, per l’ennesima volta, non ha fatto mancare la solita triste vena di provocazioni, tentennamenti e polemiche che ormai ci attendono ad ogni ricorrenza che andrebbe al contrario dedicata alla riflessione storica.

A seguito di un lancio di agenzia apparso sul sito ufficiale del Comune di Ciampino, dove Ciavardini, uno dei quattro condannati in via definitiva come esecutore della strage, rivendica la sua presunta innocenza con toni sprezzanti e velleità revisioniste, molte persone sui social si sono pubblicamente risentite. Dare spazio ad un ex terrorista dei Nar, in una giornata come questa, risulta infatti gravemente offensivo per la memoria delle vittime e per la sensibilità democratica dei nostri concittadini. 

Può trattarsi di una svista, certamente, e sarebbe bastata qualche riga di scuse. Al contrario la Sindaca Ballico, che fino a quel momento non aveva ritenuto di dover dedicare una sola parola pubblica su una delle ricorrenze più dolorose della nostra storia recente, si è vista costretta ad un comunicato tardivo, frettoloso e vuoto nel contenuto, dove non ha comunque risparmiato la solita sterile polemica contro quei cittadini offesi dall’articolo riportato sul sito del Comune.

Diritti in Comune, al contrario, vuole continuare a riflettere seriamente su una delle pagine più orribili della nostra storia, continuando a chiedere giustizia e verità per le vittime della strage di Bologna attraverso le parole, inequivocabili, di Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione familiari delle vittime del 2 agosto 1980, enunciate ieri nel corso del suo intervento alla cerimonia commemorativa:

“Sono passati 40 anni da quel torrido sabato di agosto e finalmente le speranze di ottenere una completa verità sull’episodio più atroce della storia del nostro Paese cominciano a realizzarsi. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, nuovi importanti tasselli si sono aggiunti. Il processo per concorso in strage contro il neofascista Gilberto Cavallini, non ha portato solo alla sua condanna di primo grado come quarto esecutore materiale, insieme agli altri Nar, Mambro, Fioravanti e Ciavardini, ma ha anche fatto emergere preziosi elementi che collegano gli attentatori ai Servizi segreti italiani”. 

 

Ponti, ferrovie e mobilità urbana. Una sfida ancora aperta

Oggi finalmente riapre il ponte di via 2 Giugno, snodo importante della mobilità nel centro urbano. Tuttavia, nonostante la notizia ci renda felici, non si tratta di un cambiamento ma di un ritorno al punto di partenza, alla situazione precedente rispetto a un banale incidente che aveva compromesso la viabilità cittadina. Non sono stati risolti i problemi di traffico che, ricordiamo, gravavano sul centro urbano anche prima che il ponticello fosse chiuso.

Ciampino rimane punto obbligato di passaggio dei flussi tra il comparto Appia-Laghi e quello Anagnino-Tuscolano. Ogni intervento sulla viabilità non può che partire da questi due vincoli esterni che la città subisce senza che abbia mai visto attorno ad un tavolo tutti gli attori di questa particolarissima situazione: Comune, Regione, Città Metropolitana, FS, Comuni limitrofi, ecc. La città è investita quotidianamente da una quota importante di traffico d’attraversamento, con rilevanti impatti sulla mobilità locale e in termini ambientali. Questo costante flusso veicolare privato non è stato, nel corso degli anni, governato con alcuna seria politica di mobilità cittadina. Sarebbe fondamentale la realizzazione di parcheggi di scambio, la caratterizzazione del territorio comunale in zone (pedonali, a traffico limitato, zone 30 km/h) e l’adozione di specifiche azioni per il miglioramento della mobilità ciclo-pedonale, il potenziamento dell’intermodalità e il miglioramento della sicurezza stradale. 

Ma soprattutto, parlando di ponti ferroviari, la mobilità cittadina non potrà mai essere governata se non si pensa seriamente alla tombatura dei valli ferroviari. Diritti in Comune lo sostiene da sempre: occorre istituire una Commissione congiunta con Ferrovie dello Stato per iniziare a pensare alla copertura delle linee o almeno di alcuni snodi che separano i quartieri tra loro, producendo altro traffico in una città tanto piccola quanto sconnessa. Crediamo che le linee che già si trovano sotto il livello stradale vadano coperte, per far respirare finalmente Ciampino e riconnettere i suoi quartieri, anche con aree verdi di connessione e nuovi parcheggi di scambio. Non sono proposte irrealizzabili. La stessa Amministrazione oggi si vanta di aver istituito un rapporto proficuo con FS, inoltre osserviamo progetti anche più imponenti e molto costosi, come il mega-ponte in via San Paolo della Croce o il sottopasso di Casabianca! E’ possibile allora anche fare quell’intervento di copertura dei valli ferroviari che, pensato per tempo, sarebbe stato in grado persino di superare gli impattanti progetti sopra menzionati e riconnettere il tessuto urbano cittadino.

Mare e TPL, i comunicati flop dell’Amministrazione Ballico

In un comunicato stampa del 10 luglio, con toni trionfalistici, il Sindaco Ballico e l’Assessore Cappello annunciavano l’attivazione del servizio navetta Ciampino – Litorale di Ostia per i cittadini ciampinesi. “Siamo felici di aver rinnovato, anche per quest’anno, un servizio di indiscutibile successo come il bus per il mare… Ci sembrava doveroso offrire questa opportunità di svago ai cittadini… Il nostro sentito ringraziamento va alla Schiaffini Travel spa…”. Parole fuori luogo e meriti indebitamente auto-attribuiti, che alterano la realtà, in quanto l’attivazione del servizio navetta della Schiaffini Travel spa non è affatto merito dell’attuale Amministrazione, ma scaturisce semplicemente da un obbligo contrattuale che la ditta ha sottoscritto con la firma del contratto Rep. N. 10 del 13.06.2017. 

A fronte dell’ennesima proroga dell’appalto (è bene ricordare come dagli anni novanta nessuna gara di Trasporto Pubblico Locale sia mai stata effettuata nel Comune di Ciampino), la Schiaffini Travel spa ha assunto molti impegni: nuove paline, bus elettrici, app, linee speciali per la Notte Bianca ecc. Quindi nessun ringraziamento è dovuto, ma semplicemente la presa d’atto del rispetto, forse anche tardivo, di un obbligo contrattuale regolarmente retribuito. Il Sindaco e l’Assessore  Cappello, più che di comunicati stampa sarebbe bene si interessassero di verificare quali di questi obblighi sono stati o meno regolarmente assolti dal gestore del servizio di T.P.L. (il servizio Ciampino – Mare non fu attivato nell’estate 2018) adottando tutti i provvedimenti necessari alla loro completa attuazione.

 

Appalti ASP, serve trasparenza. Esercitiamo dovere di vigilanza sulla partecipata comunale

 

C’è un deficit di legalità e trasparenza negli appalti di ASP spa? E’ presto per poterlo affermare con certezza ma, da un monitoraggio di Diritti in Comune sulle attività di acquisizione di lavori, beni, servizi e forniture effettuate dalla partecipata comunale ASP spa nel triennio 2018/2020, temiamo che la risposta non possa essere che affermativa.

Innanzitutto portiamo all’attenzione della nostra comunità ciò che riteniamo un evidente conflitto d’interessi dell’Amministratore Unico di ASP Spa; il Dott. Accolla, infatti, oltre a essere dall’inizio 2019 alla guida dell’Azienda, ricopre contemporaneamente la carica di Vice Presidente della Confservizi Lazio. Questa è un’Associazione di soggetti Pubblici e gestori di servizi pubblici locali, nel cui Statuto (all’art. 1 comma 1) espressamente si indica che ‘Svolge la propria attività senza scopo di lucro’. A questa Associazione l’Amm.re Unico Accolla, con propri provvedimenti e in apparente assenza di un necessario preventivo confronto concorrenziale con altri operatori economici, avrebbe affidato (risultando paradossalmente e simultaneamente affidante e affidatario) appalti di servizi per alcune centinaia di migliaia di euro che, dalle prime evidenze, appaiono non propriamente in linea con il Codice degli Appalti e frutto di una sorta di consolidato monopolio di settore.

Nelle attività negoziali dell’ASP spa, inoltre, abbiamo potuto riscontrare alcuni elementi preoccupanti: un utilizzo troppo disinvolto del metodo dell’affidamento diretto, con lo sforamento, in un caso, della soglia massima consentita dal Codice degli Appalti in vigore, nonché una disattenzione nell’obbligo di applicare il principio di rotazione tra gli operatori economici beneficiari degli appalti. Ad esempio, analizzando le procedure di gara per gli acquisti dei farmaci, affidate alla Confservizi Lazio, riscontriamo, rispetto agli importi a base d’asta delle forniture, costi stratosferici del servizio di espletamento delle procedure di gara. Parliamo di diverse centinaia di migliaia di euro, di gran lunga superiori, ad esempio, rispetto alle condizioni economiche praticate dalla Stazione Unica Appaltante della Città Metropolitana di Roma Capitale cui aderisce il Comune di Ciampino e che – pur se posti a carico degli aggiudicatari – potrebbero comunque riflettersi negativamente sui costi aziendali di approvvigionamento per ASP. Tutto questo sembra apparire in aperto contrasto con gli orientamenti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Al caso si aggiunge la singolare designazione, come Presidente della Commissione aggiudicatrice di una di queste gare d’appalto di farmaci, dell’ex Direttore Generale del Provveditorato alle Opere Pubbliche del Triveneto – Difesa idraulica della Città di Venezia (sistema MOSE) – cioé di un ingegnere idraulico per la quale, a meno che si tratti di un increscioso caso di omonimia tutto da verificare, francamente ci sfugge ogni logica a supporto della scelta adottata dall’ Amm.re Unico.

Registriamo inoltre affidamenti di numerose consulenze a società esterne che, per materia inerente e considerati i livelli professionali molto alti dichiarati nei curricula pubblici degli attuali “manager” al vertice di ASP spa, potevano – anzi dovevano – essere evitati, visti i rilevanti costi che ricadendo sull’Azienda rischiano di comprometterne la stabilità economico-finanziaria. Infine, dall’analisi delle poche gare effettuate con un vero “confronto concorrenziale”, l’esito sembrerebbe figurare, a volte, scontato fin dal principio, spesso con ribassi d’asta talmente esigui da rivelarsi antieconomici per l’Azienda.

Con la massima prudenza, che il delicato tema impone, nei prossimi giorni approfondiremo la materia, effettuando i dovuti accessi agli atti in ASP spa. Vogliamo esercitare i diritti garantiti ai Consiglieri comunali dal TUEL e dal vigente Regolamento comunale che, con chiarezza, si estendono alla documentazione di tutte le Aziende partecipate del Comune di Ciampino, ricordiamo di proprietà di tutti i cittadini e contribuenti.

Operazione immobiliare su ex Ostello, la Sindaca non fa nessuna chiarezza

Nel rispondere alla nostra interrogazione in merito al futuro della gestione dell’ex Ostello di via Melvin Jones, la Sindaca Ballico non ha risposto a molte delle nostre domande. La Sindaca sostiene che la cittadinanza sarebbe stata privata della struttura comunale a causa del progetto d’accoglienza di persone straniere richiedenti asilo. Per questo motivo l’Asp avrebbe preso contatti con importanti gruppi imprenditoriali nel settore delle RSA, affidando un incarico per la valutazione tecnico-amministrativa dell’operazione immobiliare di trasformazione dell’edificio. Per prima cosa, ci sfugge il modo in cui una struttura comunale tornerebbe in mano ai cittadini affidandola al business delle RSA, tra l’altro con l’intenzione dichiarata di agire attraverso partnership pubblico-privato.  

La Sindaca si dice inoltre favorevole a valutare altre ipotesi, ma aggiunge che è il mercato a dover decidere e dunque una ricerca di mercato è indispensabile, arrivando però alla conclusione, in contraddizione con quanto detto in precedenza, che una residenza per anziani sarebbe senz’altro la destinazione migliore per la suddetta struttura! Oltre al fatto che non ci risultano ricerche di mercato per una valutazione diversa dall’ambito delle RSA, quello che sfugge ancora una volta è che l’azienda ASP spa non dovrebbe poter esercitare avventure imprenditoriali su un bene pubblico della città. Forse perché è forte di un risultato di gestione che attualmente è riassumibile in un debito col Comune di quasi 200mila euro? Per questo chiediamo che, prima ancora che il mercato, siano i cittadini ad esprimersi, sia attraverso i propri eletti in Consiglio comunale che attraverso forme di partecipazione diretta alle decisioni che riguardano il patrimonio pubblico. 

Ribadiamo quanto detto in Consiglio comunale: esiste un gran numero di strutture patrimoniali inutilizzate a Ciampino, ben più centrali e davvero sottratte alla collettività per anni. Qualsiasi progetto di carattere sociale e sanitario (come il centro dialisi che alcuni cittadini chiedono) sarebbe secondo noi più utile in una di queste strutture. L’ex Ostello appartiene al suo contesto ambientale e paesaggistico, quello del Parco del Muro dei Francesi. E’ in questo ambito che la gestione della struttura dovrebbe essere pensata e progettata, per dare finalmente ai cittadini spazi reali di socialità e cultura. 

  

Alessandro Porchetta subentra a Dario Rose come consigliere comunale di DiC

L’assemblea pubblica e cittadina di Diritti in Comune, il 25 luglio scorso, ha sancito il passaggio di consegne del gruppo in Consiglio comunale. Il rappresentante eletto Dario Rose, infatti, nel suo appassionato intervento ha ufficializzato ad attivisti e simpatizzanti le sue prossime dimissioni da consigliere, per via degli obblighi professionali che lo tengono impegnato, in qualità di archeologo, fuori dal territorio per lunghi periodi di tempo. Il suo impegno politico per Ciampino continua, ma tra qualche giorno non si svolgerà più dentro le Istituzioni. Diritti in Comune è un corpo collettivo, una coalizione fatta di donne e uomini che ogni giorno mettono a disposizione un pezzo del proprio tempo per la città, come sempre mettendo la comunità davanti ai personalismi. Saremo dunque rappresentati in aula da Alessandro Porchetta, che prenderà il posto di Dario come consigliere, in qualità di più votato della sua lista (e di tutta la coalizione). Alessandro è uno stimato ricercatore nel campo della chimica, nonché un militante storico della sinistra ciampinese, in prima linea da sempre per la difesa del lavoro, dei beni comuni e della città pubblica. Per Diritti in Comune è una nuova fase che, con il nostro solito entusiasmo, affronteremo tutte e tutti insieme, con il supporto di Dario e di ognuno di noi! Come abbiamo promesso, per portare sempre dentro al palazzo le istanze dei cittadini e delle loro battaglie.

Aderiamo agli Stati Popolari il 5 luglio!

L’emergenza sanitaria e sociale del Covid-19 è già evoluta sotto forma di crisi globale. Guardiamo a ciò che succede in tutto il mondo: mentre avanza il numero dei morti, aumenta il divario della disuguaglianza. Le misure di lockdown hanno dimostrato di funzionare solo laddove le persone non sono costrette a spostarsi per vivere, per andare a lavorare nei campi, nelle fabbriche, nei magazzini della logistica. Lo si vede nei paesi del Sud globale fortemente colpiti, dove si sta mostrando il volto di classe della pandemia, ma lo stiamo vedendo anche a Mondragone dove sono esplose le contraddizioni di un sistema che non conosce alternative: rende invisibili oppure stigmatizza.

Tuttavia, paradossalmente, la voce grossa in questa fase la stanno facendo Confindustria e i grandi imprenditori che stanno provando ad utilizzare la crisi per ridisegnare il rapporto tra lavoro e impresa, come sempre accade nei periodi di crisi. Ma la verità è che la crisi la pagano ancora una volta le classi popolari, la cui voce stenta a farsi sentire. In piazza abbiamo visto piattaforme rivendicative che ripresentano le solite ricette economiche liberiste come il superamento dei contratti nazionali, la maggiore flessibilità in uscita, finanziamenti a fondo perduto a grandi imprese, etc. Abbiamo ascoltato imprenditori e politici che fino a ieri lamentavano la presenza troppo ingombrante dello Stato, decantando la supremazia della mano invisibile del mercato, ma che oggi davanti alla crisi esigono l’intervento pubblico per loro stessi.

La nostra voce fa meno rumore di quella dei settori di potere, ma non è detto che debba essere così, non siamo costretti a restare in silenzio! Guardiamo alle proteste degli invisibili negli USA, guardiamo allo sciopero dei braccianti in Italia contro l’ipocrisia della regolarizzazione Bellanova, pensiamo alle proteste della solidarietà organizzata in questi mesi contro l’immobilismo delle istituzioni nell’affrontare la crisi alimentare. Pensiamo alla voce inarrestabile dei giovanissimi che chiedono un cambiamento radicale delle politiche ambientali, pensiamo al mondo della scuola che vuole farsi sentire per ribadire la centralità dell’educazione pubblica e democratica.

Per questo Diritti in Comune aderisce convintamente e partecipa alla mobilitazione del 5 luglio convocata con il nome di Stati Popolari, a piazza San Giovanni. E’ ora di far sentire le voci degli ultimi, degli sfruttati, di chi vive nella marginalità, dei disoccupati, degli studenti, delle famiglie che non riescono a mettere in tavola il pranzo e la cena, degli invisibili di tutta Italia. Nei prossimi giorni daremo appuntamento per chi vorrà unirsi da Ciampino per raggiungere insieme piazza S. Giovanni.

Business delle RSA come futuro per l’Ostello? Chiediamo discussione nelle sedi opportune

Con apposita interrogazione abbiamo chiesto trasparenza in merito alle intenzioni di ASP di trasformare l’Ostello di via Melvin Jones in Casa di Cura.
Come sappiamo, infatti, è prossimo alla scadenza l’utilizzo della struttura dell’ex Ostello della Gioventù come Centro di Accoglienza Straordinario (CAS), la cui gestione è stata affidata dall’Amministrazione comunale all’ASP. L’Azienda ha avanzato dunque la richiesta di ottenere un rinnovo della concessione, ma ha anche reso noto di aver preso contatti con importanti gruppi imprenditoriali operanti a livello regionale nel settore delle RSA. Infine l’Azienda, con una determina, ha affidato l’incarico di advisoring per la valutazione tecnico-amministrativa dell’operazione di trasformazione dell’edificio comunale, alla società JH Real Estate Division srl, per un importo stimato di 5 mila euro.

Si tratta (è bene ripeterlo) di una struttura comunale, sulla quale ASP ha un incarico di gestione, tra l’altro per un progetto della prefettura ben preciso come quello del centro d’accoglienza. Abbiamo dunque chiesto alla Sindaca quando lei, gli assessori competenti e la dirigenza di ASP hanno intenzione di venire a relazionare in Consiglio comunale, unico luogo deputato al dibattito politico, dove vanno discusse e votate le decisioni che riguardano il patrimonio pubblico della città! Abbiamo inoltre chiesto di conoscere gli atti amministrativi a riguardo e se questa amministrazione intende avviare una discussione pubblica e aperta ad altre ipotesi di utilizzo della struttura, nel rispetto delle funzioni di indirizzo e controllo dei consiglieri comunali sull’attività delle società partecipate. Infine abbiamo chiesto di sapere il numero degli attuali ospiti presenti nell’ostello, la loro futura collocazione e le motivazioni alla base del mancato rinnovo del servizio CAS.

Ribadiamo infine che l’idea di Diritti in Comune resta quella di inserire questo spazio pubblico nel contesto cui appartiene, quello del Parco del Muro dei Francesi. Saremo vigili su questa operazione che intende destinare uno dei pochi Beni Comuni rimasti in mano pubblica alla realizzazione di un business privato come quello delle RSA, che in questi stessi mesi ha dimostrato di non essere né l’unico né certamente il miglior modello di gestione del welfare per i cittadini anziani sui territori. Infine ribadiamo quelle che furono le nostre osservazioni fortemente negative sulla modifica dello Statuto di ASP, a seguito della quale la partecipata si muove sul mercato in modo sempre più spregiudicato, anche su beni temporaneamente concessi e fuori dalle proprie competenze.

La nuova Giunta? Un copia-incolla della vecchia.

Uno spettacolo triste, conclusosi in farsa. Il teatrino di poltrone, giocato tra Ciampino e altri comuni del Lazio a guida centrodestra, scarica sul malcapitato (ex) assessore Grasso tutte le responsabilità della crisi politica. Presunta crisi, sarebbe meglio dire, considerato che è nata senza una reale motivazione politica e si chiude senza grandi cambiamenti nell’organigramma di Giunta. L’unica certezza è che si sono persi, oltre la faccia, tanti giorni di lavoro. C’é infatti un bilancio comunale difficile da discutere e approvare, nel bel mezzo di una crisi socio-sanitaria ed economica senza precedenti che meriterebbe responsabilità e impegno. Un bilancio che dovrà essere approvato da quegli stessi consiglieri di maggioranza che la Sindaca ha definito nel suo comunicato ‘interessati solo ai giochi di potere’. Li troveremo regolarmente al loro posto, silenti come spesso ricordiamo, pronti comunque ad alzare la mano quando serve, per tenere in piedi un coalizione debole nelle idee e logorata dai litigi personali. Ancora una volta la politica vera, fatta di confronto e anche scontro di idee vive, è assente. Lo diciamo da anni e lo ripetiamo ai nuovi arrivati che si sono impropriamente autonominati “il cambiamento”: Ciampino merita di più.