Complici e solidali con gli studenti dei Castelli romani

Esprimiamo solidarietà e complicità agli studenti e alle studentesse che in questi giorni hanno riempito le piazze dei Castelli romani in occasione delle riaperture degli istituti superiori.

Hanno ragione da vendere quando dicono che non è accettabile rientrare a scuola in queste condizioni, senza aver adeguato il trasporto pubblico in modo da garantire la sicurezza di tutti e tutte; vedere, inoltre, i problemi del nostro tempo trattati con tanta superficialità e sciatteria, con i provvedimenti che cambiano giorno per giorno senza un piano, anche a medio termine, dà la misura di come questo governo, al pari di altri, non si curi minimamente del settore scolastico e non abbia alcun interesse a tutelare non solo la sicurezza, ma anche la qualità della vita dei ragazzi, costretti a lezioni pomeridiane con orari che non lasciano spazio neanche ai pochi svaghi concessi in questi tempi così difficili.

Molti dei problemi che studenti e studentesse denunciano in questi giorni sono la conseguenza di un abbandono pluridecennale del settore scolastico, che negli ultimi anni ha subito colpi durissimi sia dai governi di centrodestra, con i tagli della riforma Gelmini, sia da quelli di centrosinistra, con i provvedimenti di alternanza scuola lavoro che hanno consegnato gli studenti al mondo dello sfruttamento e del lavoro gratuito.

Noi pensiamo che il settore della scuola, oggi più che mai, vada potenziato e che bisogna immediatamente invertire questa rotta, finanziando potentemente l’istruzione, assumendo personale docente e ATA con contratti che non siano precari, ma che diano stabilità economica, e individuando nuovi edifici, in modo da evitare le classi pollaio, contro cui molte e molti di noi in passato si sono battuti e che oggi costituiscono non solo un grave ostacolo ad un apprendimento di qualità, ma un vero e proprio rischio per la salute di tutti e tutte.

Senza sicurezza nessun rientro!

 

Rigenerazione Urbana: Nessuna trasparenza, zero dibattito. Quali interessi ci nascondono?

Quali interessi ci sono dietro la tanto sbandierata ‘rigenerazione urbana’? La totale e preoccupante assenza di condivisione nei processi decisionali, ci fa porre seriamente questa domanda. In particolare la coppia di incaricati provenienti direttamente da Roma, il nuovo Assessore all’assetto del territorio, Francesco Febbraro, e il capo staff della Sindaca, Francesco Smedile, paiono ruoli calati dall’alto a ridisegnare la geografia urbanistica di questo territorio.

Ad oggi questi signori sembrano voler governare questo processo a fari spenti, senza alcun dibattito pubblico. Ciò che, a detta dei proponenti, dovrebbe rappresentare un processo complessivo di ‘rigenerazione’ urbana della nostra città, cioè un processo che dovrebbe essere quanto più aperto, trasparente e discusso possibile, sembra profilarsi invece come l’ennesimo ‘fatto privato’ tra l’ufficio tecnico comunale, professionisti incaricati e i ben noti e soliti costruttori locali, protagonisti indiscussi nelle scelte su questo territorio da decenni.

Facciamo notare che senza gli atti di Consiglio comunale che individuano le aree dove intervenire per la rigenerazione urbana, come previsto dalla legge regionale, si possono autorizzare unicamente gli interventi diretti di demolizione e ricostruzione sui singoli immobili. La stessa legge che istituisce la Rigenerazione urbana a livello regionale dice inoltre chiaramente che si deve dare conto dei processi partecipativi insieme alle comunità locali. Qui invece non si vuole dar conto nemmeno alla Commissione consiliare competente di ciò che l’amministrazione sta facendo in tal senso.

La presidente della Commissione ci ha detto a chiare lettere che ‘non c’è niente da discutere al momento’, motivo per cui la Commissione non viene convocata. Eppure leggiamo ogni giorno proclami sulle meraviglie della rigenerazione urbana e sulla Ciampino del futuro: come mai adesso non c’è niente da discutere? Nella delibera di Giunta sono state prodotte decine di tavole di analisi utili a che cosa? Per questo ci viene spontaneo chiederci quali affari e scelte politiche si vogliono tener nascosti, ancora una volta, ai cittadini di Ciampino.

 

Via Reverberi sta diventando una discarica abusiva?

Come abbiamo mostrato attraverso alcune foto, nell’area destinata al Programma integrato d’intervento di Via Reverberi, si osserva la presenza di una presunta discarica abusiva. Sembrerebbero infatti presenti rifiuti inerti di diverso genere (principalmente calcinacci da demolizione), ovvero rifiuti speciali per i quali sussiste divieto di scarico.

Per tutelare i cittadini, che anzitutto hanno diritto di sapere cosa sta succedendo in quest’area, il nostro Consigliere comunale Alessandro Porchetta ha presentato un esposto a Carabinieri, Arpa Lazio e Polizia municipale di Ciampino, per chiedere i dovuti accertamenti ed individuare gli eventuali responsabili.

Bisogna finirla con l’accettare questo comportamento di imprese edili e simili che sversano nei terreni rifiuti di ogni tipo. Chiediamo alle autorità locali competenti di procedere immediatamente alla identificazione dei responsabili e alla bonifica dell’area, attuando tutte le misure possibili, anche il sequestro dell’area.

 

 

Piano sosta: burocrazia e disagi per i cittadini!

Il celebrato “Piano Sosta” non è ancora pronto, nonostante i continui rinvii e le vuote promesse di adempimento entro il 2020.

I cittadini sono stati lasciati nel caos generato dallo scarso livello comunicativo dell’ASP, che solo in data 4 gennaio, tramite uno scarno comunicato sul proprio sito, informa gli utenti che verrà prorogata al 31 gennaio 2021 l’attuale provvisorio piano parcheggi.

La soluzione adottata da ASP è solo un’insufficiente toppa all’incapacità di un comparto che da anni si rifiuta di scardinare la burocrazia a favore di un diffuso sistema digitale.

Nel 2021, durante un’esasperante emergenza sanitaria nazionale per la quale l’Amministrazione Comunale si è dimostrata palesemente inidonea nella gestione del territorio, i cittadini, per poter accedere ad un proprio diritto, sono costretti ad attendere per ore in fila (all’aperto e sotto la pioggia, per evitare assembramenti nei corridoi del Municipio), al fine di consegnare fotocopie (nel 2021 produciamo ingiustificatamente ancora carta!) relative alla documentazione già depositata precedentemente per i rinnovi del permesso parcheggio del proprio veicolo.

Per quale motivo l’Azienda ma soprattutto l’Amministrazione Comunale non ha investito nel digitale? Per quale motivo l’ormai consueto utilizzo di PEC o sistemi di accesso con identità digitale ai servizi online della pubblica amministrazione (SPID), vengono derisi da un sistema che priva i ciampinesi di accedere a tali servizi con comodità e sicurezza?

Per quale motivo, infine, il cittadino deve sentirsi travolto da questa imbarazzante burocrazia che non ci permette di fare il salto di qualità?

L’Amministrazione comunale come e quando intende agire e smetterla di voltarsi dall’altra parte?

 

Bilancio Consolidato: I conti peggiorano, la città merita risposte e trasparenza

Abbiamo votato contro il bilancio consolidato perché il quadro economico finanziario dell’ente e delle aziende partecipate A.S.P. e Ambiente è in peggioramento nel 2019. Aumenta l’indebitamento netto (+30 milioni di euro), il conto economico è fortemente negativo (da + 4 Mln del 2018 a -24 Mln nel 2019) mentre diminuisce anche il patrimonio netto. Il tutto si registra senza aver visto interventi nella città che giustifichino in qualche modo questa tendenza. Se questo è accaduto nel 2019, tremiamo di fronte ai numeri che avremo nel 2020″.

Abbiamo inoltre più di un dubbio sullo stato di salute delle aziende partecipate, sul quale il controllo del Consiglio comunale è completamente assente da inizio legislatura. Abbiamo più volte raccontato delle fatture A.S.P. per interessi moratori che non sono state riconosciute dall’ente come noi sostenevamo da più di anno. Queste causeranno uno squilibrio passivo nei conti aziendali, dopo aver contribuito a determinarne un attivo nei risultati di esercizio nel 2018 e nel 2019.

Una nota speciale la merita la situazione di Ambiente: la Giunta il 20 ottobre delibera la rimozione del Presidente Matturro e nelle motivazioni c’è un intero capitolo dedicato ai problemi di bilancio relativi al 2019, definito inattendibile e in peggioramento. Un mese e 10 giorni dopo ci presentano questo rendiconto e nella relazione dell’Assessore non c’è una parola sullo stato di salute dell’azienda né viene data alcuna spiegazione. Al contrario nella relazione allegata in forma scritta viene raccontata una azienda in salute e in crescita. Siamo al delirio amministrativo e alla presa in giro. I cittadini si chiedono quale sia la verità.

Noi continuiamo a monitorare con attenzione i conti dell’ente e delle aziende, convinti che il rilancio della Città Pubblica passi attraverso scelte di bilancio coraggiose ma anche necessariamente trasparenti e responsabili. L’alibi della colpa di quelli di prima non regge più. Cominciano a rendersene conto in molti, forse anche tra i 13 consiglieri che oggi reggono questa amministrazione traballante.

 

Rifiuti, in arrivo nuovi aumenti mentre il servizio peggiora

Il Piano Economico Finanziario (PEF) votato oggi dalla maggioranza certifica la caduta di performance aziendali della società partecipata AET nel triennio 2018-2020. Logica conseguenza del dato sarà l’ennesimo incremento della Tari, visto che la tariffa rispecchierà i parametri dello storico delle performance aziendali nel triennio. Anche in questo caso i cittadini di Ciampino pagheranno gli errori politici di questa giunta e dei quadri dirigenti AET nominati ad inizio consiliatura.

Ancora una volta la tariffa puntuale resta nel cassetto, nonostante una mozione votata all’unanimità in Consiglio Comunale nel 2014 e l’obbligo previsto dal Piano Regionale dei Rifiuti del 2020. Quello che è un obbligo di legge per le amministrazioni – garantendo maggiormente i cittadini che differenziano e agevolandoli economicamente, con evidenti riflessi positivi sul volume di rifiuti prodotto – rimane inattuato per l’ennesima volta. La società Ambiente e Territorio preferisce mantenere l’attuale sistema di tariffazione, cosa che le consente di coprire i diversi costi di gestione della società: passare alla tariffa puntuale, infatti, determinerebbe una maggiore e più scrupolosa verifica dei costi e della qualità del servizio.

Anche gli altri impegni sono tutti disattesi: secondo i dati ufficiali forniti dall’Ispra la differenziata segna quest’anno un altro trend negativo, a poco valgono i dati in questo senso autocertificati dalla società che andranno poi validati secondo un preciso formulario della Regione. L’obiettivo minimo del 65% di differenziata non viene raggiunto un’altra volta da AET, nonostante sia da sempre un vincolo contrattuale certo. L’ennesimo disastro di gestione ora imputabile alla Giunta Ballico: peccato che, come al solito, continueranno a pagarlo solo i cittadini.

 

Bilancio ASP 2019 non è attendibile, ce lo certifica l’amministrazione

La proposta di delibera sulla presa d’atto della validazione prospetto debiti / crediti tra Comune di Ciampino e Società Azienda Servizi Pubblici S.p.A. certifica quello che da mesi sosteniamo e che più volte è stato negato o minimizzato dalla Sindaca e dalla sua Giunta. L’amministrazione finalmente si trova costretta a certificare come non riconoscibili i crediti richiesti dalla società ASP S.p.A al Comune di Ciampino per complessivi ad € 247.513,01 riferiti a servizi non autorizzati per € 38.511,70 ed a fatture per interessi passivi non dovuti per € 209.001,31; questo rende il dato finale del bilancio di esercizio 2019 di ASP spa, che attestava la produzione di utili per € 33. 837, non attendibile come andiamo ripetendo ormai da mesi, in quanto bisogna detrarre questa somma non riconosciuta.

Ci dispiace che la Sindaca, a nostra precisa interrogazione, abbia invece risposto superficialmente, confermando il risultato di esercizio positivo senza aver prima verificato con attenzione quanto ora sta emergendo. Il tema sarà in discussione nel prossimo Consiglio Comunale e riteniamo necessario, come sollecitiamo da troppi mesi, che la Sindaca venga nella sede istituzionale opportuna a riferire sullo stato di attuazione del piano di risanamento del debito maturato dall’ASP Spa, inoltre, si metta a verifica immediata la legittimità dell’indennità di risultato deliberata in data 11 giugno 2020 in favore dell’Amministratore Unico dott. Arturo Accolla e, nel caso, si attivi da subito per il suo recupero. Dopo i proclami sulle magnifiche performance derivate dalla gestione privatistica delle partecipate è tempo di fare chiarezza, oltre ai debiti spalmati sulla cittadinanza è ora di restituire funzionalità e autorevolezza alla cosa pubblica.

 

Strisce blu: delibera punitiva. Basta scaricare i dissesti di bilancio sui cittadini!

La nuova modifica al piano sosta del Comune di Ciampino, nel suo impianto sanzionatorio, appare come l’ennesimo tentativo di scaricare i problemi di bilancio dell’Amministrazione sulla pelle dei cittadini. Pagare 10 euro per un ritardo anche di pochi minuti sull’orario di fine sosta, non è dare la caccia al furbetto (una terminologia repressiva e antipopolare che, tra l’altro, siamo stanchi di dover sentire), ma è puro accanimento economico attraverso una delibera punitiva nei confronti delle persone. Questa manovra ci appare come un tentativo di fare cassa sulle soste brevi, con un escamotage elaborato perché non si ha il coraggio di alzare direttamente le tariffe dei parcheggi. Altro che caccia al furbetto!

Segnaliamo infine ancora una volta che i parcheggi a pagamento nascono e dovrebbero essere usati come disincentivo all’utilizzo dell’auto privata. Questo significa incentivare allo stesso tempo la mobilità alternativa, potenziare la rete di trasporti pubblici, agire con gli enti limitrofi soprattutto per risolvere il problema del traffico di attraversamento. Le strisce blu, da troppi anni, sono invece uno strumento di tassazione piatta e non progressiva caricato principalmente sulle spalle di lavoratori e cittadini che, come sempre, pagano il prezzo del dissesto economico senza alcun ritorno concreto in termini di migliore qualità della vita.

 

 

25 novembre: pandemia, violenza di genere e risposta sui territori

Questo 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è segnato non solo dal solito terribile bollettino delle vittime quotidiane di violenza maschile, ma anche dall’oppressione di certi contesti di convivenza forzata dovuti alla pandemia. Troppe donne sono costrette a condividere tempi e spazi con uomini violenti, situazioni di sopraffazione e controllo sulla propria vita e libertà. 

Il nostro territorio registra una grave carenza di centri antiviolenza. Troppo scarse inoltre le iniziative concrete di prevenzione e di intervento capillare sull’educazione alla parità dei ruoli e dei diritti. Ultimamente, a Ciampino, le iniziative istituzionali si sono limitate a sporadiche kermesse non di rado inserite in una cornice che vuole fare del problema una mera questione di ordine pubblico o di autodifesa personale. 

Noi crediamo, al contrario, che la violenza di genere non sia una questione sporadica ed emergenziale, ma un problema collettivo e strutturale, insito nella cultura patriarcale che annulla completamente l’identità della donna e che trova abbondante spazio nella retorica del “focolare” da preservare da pericoli esterni, quando invece i dati ci dicono che proprio all’interno di quel focolare avvengono la maggior parte delle violenze fisiche, psicologiche e culturali contro le donne. 

L’ISTAT certifica infatti che durante i mesi di lockdown le richieste d’aiuto al numero d’emergenza 1522 sono aumentate del 120%; la maglia nera è proprio il Lazio che ha quasi visto duplicare le chiamate al numero verde contro la violenza di genere. Il Viminale segnala in un dossier che le donne uccise in famiglia durante l’emergenza Covid sono state il 76% sul totale degli omicidi in ambito domestico, una vittima ogni due giorni! 

Serve un nuovo modello educativo, occorre una riappropriazione dei linguaggi e delle pratiche nella sfera pubblica come in quella privata, come ci mostrano i recenti casi di cosiddetto “revenge porn” – intollerabile mezzo di sopraffazione, violazione e annichilimento della persona nella sua intimità – la cui violenza viene reiterata sui mass-media, sul posto di lavoro o nelle aule giudiziarie per mezzo del solito meccanismo di colpevolizzazione delle vittime. 

Come Diritti in Comune torniamo a chiedere l’attivazione di iniziative concrete nella nostra città, a partire dalla programmazione di percorsi di educazione sentimentale e sessuale nelle scuole, per arrivare all’impegno che chiediamo al Comune di attivare un reale presidio di contrasto alla violenza di genere, in collaborazione con gli enti limitrofi e di area vasta. 

Vogliamo istituzioni capaci di affrontare questo problema terribile, che non è affatto assente sul territorio in cui viviamo. Chiediamo e ci batteremo affinché siano all’altezza di una simile battaglia.

Resoconto del sopralluogo nei Nidi Comunali

In data 04 Novembre il consigliere comunale di Diritti in Comune Porchetta ha effettuato un sopralluogo nei nidi comunali “Axel” e “Girasole”, su richiesta di tutti i gruppi di opposizione, accompagnato dalla coordinatrice organizzatrice logistica Verini. La visita, estremamente cordiale e costruttiva, è stata utile per osservare da vicino la riorganizzazione del servizio e l’attuazione delle misure anti-COVID prescritte dalla legge. Dal dialogo è emersa, ancora una volta, tutta l’attenzione e la professionalità delle operatrici del servizio in questa difficile fase. Riteniamo tuttavia che sussistano un insieme di criticità che dovrebbero essere affrontate dall’azienda che gestisce il servizio e dal Comune di Ciampino, ciascuno per propria competenza.

MANUTENZIONE STRAORDINARIA

  • Il nido Axel è un edificio estremamente datato e appare necessario e non sembra più rinviabile un intervento di manutenzione straordinario sull’esterno dell’edificio poiché in alcuni punti l’intonaco risulta essere divelto ed è visibile l’armatura in ferro della struttura in cemento armato. Sarebbe fondamentale pensare ad un intervento di manutenzione straordinario sia per le parti strutturali che finalizzato ad isolare termicamente e acusticamente l’edificio (i.e. cappotto), incrementandone anche l’efficienza energetica. Ci risulta che l’ex assessore ai lavori pubblici Grasso avesse iniziato a ragionare sull’intervento. Ci chiediamo di conoscere se è effettivamente così, su che capitolo di spesa graverà l’intervento e quali tempistiche sono state ipotizzate.
  • Il nido Girasole mostra problemi di distacco dell’intonaco esclusivamente nelle colonne esterne, analogamente a quanto riportato per il nido Axel. In aggiunta nel giardino c’è un piccolo muretto, crollato da circa un anno, che continua ad essere da protetto transenne in plastica quando basterebbe un piccolo intervento per sistemarlo.
  • All’esterno del nido Girasole è stata sollecitata l’installazione di pensiline, necessarie all’ottimizzazione dello svolgimento del servizio (ad esempio per lo scarico del cibo per la mensa) e se ne attende l’acquisto e l’installazione da parte dell’azienda.
  • Sarebbe importante sostituire al nido Axel il ripostiglio degli attrezzi all’esterno, il quale risulta fortemente degradato.

MATERIALE DIDATTICO E LUDICO

  • Il materiale didattico e ludico è apparso essere esiguo e ridotto ai minimi termini. Dalle informazioni a nostra disposizione risulta che l’acquisto del materiale di cui l’asilo dispone, nel passato sia avvenuto grazie alla liquidità di cui disponevano i due comitati di gestione, contributi liquidati dal Comune e finalizzati ad ampliare l’offerta educativa delle strutture. Ci risulta che nel capitolato di appalto del servizio gestito da A.S.P. spa è previsto anche un capitolo di spesa dedicato al sistematico rinnovo del materiale didattico e ludico a disposizione delle operatrici. In caso contrario riteniamo comunque fondamentale un investimento dell’azienda ASP per provvedere a fornire nuovo materiale, e rinnovarlo regolarmente, tenendo a mente il naturale processo di usura dello stesso.

POTENZIAMENTO DEL PERSONALE E ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO

  • Si è potuto constatare che all’interno della struttura nel turno della mattina è presente una sola ausiliaria per ciascuna struttura. Dalle informazioni in nostro possesso ci risulta che esistono dei rapporti di legge da rispettare anche inerenti al numero di ausiliari presenti per bambini, come in passato è stato fatto più volte evidenziato dalle organizzazioni sindacali. Nella difficile fase che viviamo, come evidenziato anche dalle linee guida governative e riportato nello stesso protocollo sanitario aziendale, è indicata la necessità di assicurare la ripetuta sanificazione delle aree comuni e dei servizi igienici in uso ai bambini, in particolare per quelli in comune fra più gruppi. Per questo crediamo sia doveroso provvedere ad un potenziamento delle operatrici ausiliarie in grado di garantire il pieno rispetto delle indicazioni.
  • Si è registrato con soddisfazione che l’azienda fornisce i dispositivi di protezione personale alle operatrici. Tuttavia sarebbe opportuno migliorare l’efficacia e la qualità degli stessi, in particolare delle mascherine, in quanto le operatrici sono a contatto con bambini che non indossano alcuna mascherina e quindi sono maggiormente esposte a rischio contagio COVID-19. In queste condizioni di lavoro le evidenze scientifiche supportano la nostra richiesta di fornire alle operatrici mascherine del tipo FFP2 che, a differenza delle mascherine chirurgiche o in stoffa lavabili, garantirebbero una adeguata protezione alle operatrici (> 94 % effetto filtro di aerosol, considerato il principale vettore da contagio COVID dalla letteratura scientifica) non garantita dagli altri tipi di mascherina. Crediamo che un piccolo sforzo economico in questa direzione sarebbe doveroso e indicativo di una ancora più significativa attenzione alla salute di chi opera nei due nidi comunali.

Questo report sarà inviato all’azienda ASP e all’amministrazione comunale sperando di ricevere risposta sulle questioni sollevate.

 

Alessandro Porchetta

Capogruppo “Diritti in Comune”