Centrodestra boccia la nostra mozione a tutela degli stagionali aeroportuali

Nella seduta del Consiglio comunale odierno, la maggioranza di centrodestra, tentando in modo strumentale di spostare il dibattito sulla contrapposizione tra lavoro e salute, ha bocciato una nostra mozione che impegnava la Sindaca a farsi promotrice di azioni di tutela nei confronti dei lavoratori stagionali in aeroporto.

Il dibattito in streaming del Consiglio ha raggiunto livelli a dir poco surreali, quando esponenti della maggioranza hanno addirittura accusato le forze politiche di opposizione e il CRIAAC (Comitato per la Riduzione dell’Impatto Ambientale dell’Aeroporto di Ciampino, una realtà cittadina che già dal nome spiega quali siano le intenzioni in merito allo scalo Pastine) di aver raccolto firme per la chiusura dello scalo! Come Diritti in Comune abbiamo naturalmente respinto le accuse al mittente, ribadendo le nostre lotte per la salute pubblica e affinché le multinazionali e i gruppi privati operanti nel Pastine si adoperino per la riduzione del numero di voli entro i termini previsti dalla legge dello Stato italiano.

Quegli stessi attori privati che, in virtù del loro orientamento rivolto al massimo profitto, sono noti in tutto il mondo per la scarsa considerazione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Lo stesso dunque vale per gli stagionali, che addirittura un consigliere di maggioranza ha definito come una tra le categorie più tutelate! A noi questo non risulta, non a caso alcuni lavoratori organizzati si sono rivolti a noi per portare in Aula consiliare la loro voce, la loro frustrazione, ma anche proposte concrete come l’istituzione di forme specifiche di ammortizzazione sociale o come l’introduzione di un diritto di precedenza per il ritorno in servizio.

Notiamo ancora una volta come l’amministrazione, che vanta di aver avuto contatti in Regione in merito e per questo considera la nostra mozione degna di non essere supportata, abbia assai più a cuore gli interessi dei gruppi economici con i quali non si risparmia di interloquire quando si tratta di finanziare eventi ludici in città invece della tutela di cittadini e lavoratori.

L’Ostello è patrimonio pubblico! Operazione immobiliare di ASP per farne una RSA è fuori dalle sue competenze

L’Ostello del Casale dei Monaci appartiene al patrimonio di Ciampino eppure l’ASP ne programma il futuro con un’operazione immobiliare e l’Amministrazione Comunale – alla faccia di urbanistica partecipata e dal basso – esclude da questa importante decisione cittadini e Consiglio Comunale.
I fatti. Pochi giorni fa ASP chiedendo il rinnovo della concessione all’uso dell’immobile – impegnato dal 2015 come centro di assistenza ai rifugiati – ha affidato ad una società specializzata la delega per una valutazione preliminare di un piano per la traformazione dell’edificio comunale, a seguito di “contatti con importanti gruppi imprenditoriali nel settore delle Case di Cura e RSA”.

L’ASP è per il 99% del Comune e la sua gestione ha concorso a determinare il dissesto del Bilancio dell’Ente. Ora, dopo la modifica del suo Statuto – operata la scorsa estate dalla maggioranza, con la scusa della riapertura urgente della piscina comunale – la partecipata, come la consorella Ambiente, si muove ormai liberamente sul mercato come un’azienda privata, anche su beni temporaneamente concessi, fuori dalle proprie competenze e senza alcun mandato. Eppure, al momento della stipula dell’ultima concessione scaduta nel dicembre scorso, i canoni di locazione risultavano inevasi dall’ASP per più di 100mila euro e siamo ancora in attesa di sapere se esiste, e nel caso a quanto ammonta, una situazione debitoria delle due partecipate nei confronti dell’Ente.

Diritti in Comune intende difendere uno dei pochi spazi pubblici, inserendolo nel contesto del Parco Pubblico del Muro dei Francesi. Chiediamo ai cittadini e alle forze politiche di farsi carico di una nuova battaglia per impedire che un Bene Comune, ancora in mano pubblica, venga destinato alla realizzazione di un business privato, la cui utilità per la cittadinanza è tutta da dimostrare.

Chiediamo alla Sindaca, agli assessori competenti e alla dirigenza ASP di venire a relazionare urgentemente in Consiglio comunale, il luogo deputato al dibattito politico, dove vanno discusse e votate le decisioni che riguardano il patrimonio pubblico della città.

Disastro autovelox, ecco perché il bilancio non è attendibile

Secondo un recentissimo verbale dell’ANAS (trasmessoci dal Comando della Polizia Locale a seguito di una nostra richiesta)  l’autovelox su via Appia continua a essere privo dell’autorizzazione preventiva dell’ente proprietario. L’ANAS, infatti, ha elevato al Comune di Ciampino una nuova sanzione, per violazione dell’art. 21 comma 1, 4 e 5 del Codice della Strada. 

E’ facile immaginare che una volta impugnato da tutti coloro che faranno ricorso alle eventuali sanzioni ricevute, sarà difficile per il Comune di Ciampino mettere all’incasso tutto il denaro incautamente preventivato nel Bilancio. Come avvertito in più occasioni e in tempi anteriori all’emergenza Covid-19 , le previsioni di Bilancio dell’Ente, basandosi fondamentalmente su sanzioni e multe stradali, nonché su entrate sovrastimate (basti pensare alla tassa di soggiorno), sono più che mai inattendibili. 

Una facile previsione: quando sarà il momento di dichiarare l’effettivo stato delle finanze municipali, per giustificare la discrepanza con quanto previsto, gli amministratori, assessora Bottacchiari in testa, ne attribuiranno tutta la responsabilità alla grave crisi economica innestata dalla pandemia. Il paradosso è che se non fosse per i fondi e le opportunità fiscali messe comunque in campo dal Governo a seguito dell’emergenza sanitaria, a fine anno i nostri amministratori avrebbero avuto qualche difficoltà a spiegare l’ammanco di molte delle entrate previste. A partire dal denaro promesso dalle multe emesse da questo autovelox.

 

DiC chiede tutele per stagionali aeroportuali: “Comune intervenga presso Governo e Regione”

 

Abbiamo protocollato questa mattina un ordine del giorno al Consiglio Comunale per chiedere che l’Amministrazione si faccia promotrice di un’azione di tutela nei confronti dei lavoratori stagionali nell’aeroporto di Ciampino.

Sappiamo bene quanto le scelte economiche dello scalo Pastine abbiano un impatto sulla vita e la salute della comunità. Allo stesso modo la situazione di crisi sanitaria e sociale che il paese sta vivendo ha avuto una ripercussione negativa sui lavoratori, in particolar modo quelli meno tutelati e più precarizzati, tra i quali anche quelli del settore aeroportuale che vivono sul nostro territorio.

Nonostante vengano definiti impropriamente stagionali, nella regolare operatività vengono impiegati in tutti i mesi dell’anno, con contratto part-time, nonostante la percentuale dei part-time sia notevolmente al di sopra delle misure consentite dal CCNL. Tanti di loro sono assunti da società di handling, le stesse che, negli scali gestiti da Aeroporti di Roma, spesso non rispettano il Contratto collettivo nazionale in diversi suoi articoli.

Ancor più drammatico è il fatto che questi lavoratori, assunti con tipologia contrattuale a tempo determinato, non sono rientrati in nessuna delle misure del Governo a favore dei lavoratori colpiti dall’emergenza Covid19. Sull’esempio di alcune Regioni a statuto speciale, che hanno istituito forme di ammortizzazione sociale specifiche per i lavoratori stagionali, chiediamo a Sindaca e Giunta di chiedere al Governo e alla Regione Lazio di mettere in atto strumenti eccezionali volti alla tutela salariale e occupazionale della categoria dei lavoratori stagionali aeroportuali, nonché di valutare la possibilità di introdurre un ‘diritto di precedenza’ per il ritorno in servizio dei lavoratori stagionali.

Abbiamo visto come l’Amministrazione di Ciampino sia in grado di interloquire, quando vuole, con gli enti che hanno competenza nella governance dell’aeroporto. Ricordiamo il Natale ciampinese e la Notte Bianca finanziati da AdR. E’ dunque questo il momento di dimostrare che non si pensa solo agli interessi dei grandi gruppi economici, ma anche a quelli dei lavoratori e delle lavoratrici, soprattutto i più esclusi dal sistema di tutele, sia in tempi di crisi che prima.

Ringraziamo le organizzazioni sindacali e il gruppo di lavoratori stagionali che ci hanno supportato nella stesura di questo documento. E’ fondamentale, più che mai in questa fase emergenziale, che nessuno rimanga indietro!

Proposta di Coordinamento socio-sanitario per fronteggiare l’epidemia

La coalizione Diritti in Comune ha inviato una lettera al Sindaco di Ciampino, primo tutore della salute pubblica, per chiedere di attivare un tavolo di concertazione socio-sanitaria per fronteggiare al meglio la crisi epidemica in corso, rendendo più efficiente la risposta immediata e, soprattutto, programmando una risposta adeguata alla potenziale recrudescenza invernale dell’epidemia Covid-19, o a future epidemie.

Quello che chiediamo è l’attivazione di un Coordinamento Sociosanitario Distrettuale composto dai Sindaci di Ciampino e Marino, la Protezione Civile, la Croce Rossa locale, la Direzione sanitaria distrettuale, i Servizi sociali locali, medici e pediatri del territorio. L’obiettivo del tavolo è quello di ripensare l’organizzazione socio-sanitaria durante e dopo la pandemia, dando immediate risposte al fabbisogno dei cittadini. Tra i compiti che riteniamo necessari ci sono le attività di prevenzione, di verifica e controllo dell’epidemia sul territorio; l’integrazione efficace tra i presidi sanitari territoriali e un’assistenza domiciliare efficace e potenziata; la profonda rimodulazione del rapporto pubblico/privato nelle RSA, soprattutto riguardo l’aumento degli ospiti con medio e alto impegno assistenziale. 

Il coordinamento dovrebbe avere anche il compito urgente di concordare, organizzare e programmare tempi e modalità di riapertura dei servizi sanitari e socio-assistenziali del Distretto secondo le necessità dei vari specialisti e delle strutture, verificando la piena sicurezza dell’intero processo (corretta sterilizzazione degli strumenti, sanificazione degli ambienti e distanziamento per personale ed utenti). Ripensare l’organizzazione sanitaria per una corretta applicazione del principio di sussidiarietà significa dare risposta al fabbisogno, cioè agire localmente e immediatamente quando si crea il problema sanitario.
Il testo completo della lettera è disponibile al link qui sotto:

Lettera ai Sindaci e alle autorità competenti_COVID e medicina del territorio

Sindaca salvaguardi la retribuzione dei lavoratori nei servizi e garantisca sostegno agli utenti, invece di diffondere fake news

Ci rammarica notare ancora una volta che all’attivismo “social” della Sindaca, spesso portatore di notizie false prese da siti poco attendibili, non corrisponde una adeguata azione amministrativa di cui, insieme alla Giunta, è politicamente e giuridicamente responsabile. Così accade che mentre la Sindaca “discute” di strampalate ipotesi di riapertura delle attività sui social, preoccupandosi della tenuta economica e sociale del paese, l’azione amministrativa territoriale latita completamente rispetto a ciò che le è di diretta competenza.

In data 07 Aprile (!) è stato approvato un Protocollo d’Intesa tra Regione Lazio, Anci-Lazio e soggetti sindacali su servizi educativi, sociali e sociosanitari in cui soggetti gestori e le parti sociali s’impegnano di rendere operative ed accompagnare le disposizioni previste dalle norme previste nel contesto regionale laziale, nell’obiettivo primario e comune di individuare protocolli condivisi per mettere in atto forme di sostegno concreto alle famiglie e gli utenti in un momento di sospensione dei servizi e delle attività assistenziali, educative, di socializzazione e cura e di salvaguardia del massimo della retribuzione contrattuale dei lavoratori operanti nei servizi;

In particolare, attraverso una interrogazione presentata da Dario Rose nei giorni scorsi, abbiamo sollecitato l’Amministrazione ad attivarsi presso i gestori del servizio (i.e. A.S.P.) per assicurare la corresponsione del 100% della retribuzione contrattuale dei lavoratori nell’integrale rispetto dei Contratti Collettivi Nazionale del Lavoro applicati, nei casi in cui applicando il “vuoto per pieno“ vengano riconosciuti agli enti gestori il 100% dei corrispettivi. Fermo restando che, nei casi in cui i servizi prevedano una compartecipazione degli utenti e quindi i corrispettivi erogati secondo modalità “vuoto per pieno” discostano dal 100%, con un minimo di 80%, le parti firmatarie il detto Protocollo d’Intesa dovranno attivare entro tre giorni, un tavolo di confronto per trovare le necessarie soluzioni al fine di assicurare il massimo della retribuzione e, sino alla chiusura del tavolo di confronto, non potranno essere attuate soluzioni unilaterali, che scendano al di sotto del massimo.

Diritti in Comune invita l’Amministrazione comunale a parlare meno e ad agire tempestivamente per l’attuazione di tutte le misure previste nel Protocollo d’Intesa per far fronte alle nuove esigenze insorte a seguito dell’emergenza coronavirus, riorganizzando i servizi e le relative attività in funzione dei nuovi e diversificati bisogni della comunità locale, garantendo nel contempo la piena continuità salariale dei lavoratori che attualmente non risulta assicurata. Da questo punto di vista, ci aspettiamo che venga immediatamente coinvolto il soggetto gestore dei servizi, Società partecipata ASP S.p.A., che ricordiamo opera in regime di housing providing e soggetta quindi a controllo analogo da parte del Comune.

Covid-19 e sostegno alle famiglie in difficoltà. Chiediamo trasparenza e serietà, altro che letterine

Siamo nuovamente chiamati a censurare la gestione dell’emergenza Covid-19 da parte dell’Amministrazione guidata da Daniela Ballico. Qualche settimana fa, la Sindaca e l’Assessora al Bilancio si dilettavano a dare i numeri su facebook circa i finanziamenti che sarebbero arrivati al Comune di Ciampino per aiutare persone e famiglie all’acquisto di generi di prima necessità. Questa volta, invece, la Ballico firma una lettera dai toni intimidatori indirizzata ad Associazioni, Parrocchie, Comitati di Quartiere e ai singoli cittadini che fin dall’inizio della pandemia hanno supplito alle mancanze di questa Amministrazione nell’aiuto alle famiglie in stato di necessità. 

Mentre da un lato l’Amministrazione ha deciso di ignorare totalmente la richiesta arrivata da più parti (da associazioni e forze politiche di opposizione) circa l’attivazione di un coordinamento con le varie realtà del territorio, più o meno strutturate, che si stanno impegnando per aiutare i ciampinesi in difficoltà, dall’altro velatamente intimorisce le realtà e i volontari che stanno operando, accampando divieti di spostamento, che per quanto  riguarda le realtà del terzo settore, sono illegittimi. Ricordiamo alla Giunta, composta per la maggior parte da avvocati, la normativa emergenziale vigente: dall’Ordinanza n. Z00013 del 20.03.2020 della Regione Lazio a quella della Protezione Civile, la n. 658 del 30.03.2020 che così recita all’art. 2: Per le attività connesse alla distribuzione alimentare non sono disposte restrizioni agli spostamenti del personale degli enti del Terzo settore e dei volontari coinvolti. Dunque i comportamenti ipocritamente consigliati nella lettera (giammai in un’ordinanza) risultano irricevibili. 

Questa Amministrazione, in barba a quanto sbandierato e agli impegni presi, anche con le opposizioni, in tema di trasparenza e garanzia dei bilanci, sta eludendo ogni controllo circa la gestione dei fondi per affrontare l’emergenza. Scopriamo dalla lettera che è possibile effettuare una donazione sul conto corrente del Comune. Perché non è stato attivato un conto corrente dedicato, così come da possibilità stabilità dall’Ordinanza della Protezione Civile citata sopra? I pacchi alimentari, la cui gestione sembra affidata esclusivamente al Centro Operativo Comunale, con quali soldi vengono comprati? Sono gli stessi finanziamenti che sono arrivati per i buoni spesa?

Mentre rivolgiamo queste domande alla Sindaca e alla sua Giunta, ringraziamo i volontari, le realtà del territorio, i Servizi Sociali del Comune e tutti coloro che stanno dedicando il proprio tempo ad aiutare le persone più fragili della nostra comunità. La Giunta Ballico deve principalmente a costoro trasparenza e serietà.

 

Agire subito per sostegno fragilità sociali. Stop a propaganda politica

Sulle ultime misure di sostegno varate dal governo, il Sindaco Ballico e l’Assessore Bottacchiari in piena sintonia con i propri referenti politici nazionali, non trovano meglio da fare che lanciarsi nella squallida ed inutile propaganda politica, dimostrando tra l’altro di avere seri problemi con la matematica.

Evidente che si tratta di una prima parziale risposta per affrontare le conseguenze sociali, che l’emergenza sanitaria legata al coronavirsus sta producendo su fasce consistenti della popolazione. Risorse certamente limate ed insufficienti, che sono destinate non indistintamente a tutti i cittadini, ma alle fasce meno abbienti della popolazione, quelle maggiormente esposte alla crisi economica e lavorativa in corso.

E qui diventa fondamentale l’azione dei Comuni, chiamati a conoscere e monitorare con molta attenzione le fragilità sociali che investono la propria comunità, attivando le misure più idonee e dirette per sostenere le famiglie in difficoltà. Ci aspettiamo che nelle prossime ore, quella responsabilità ed unità d’intenti più volte strombazzata in questi giorni, possa diventare espressione concreta.

Il Sindaco convochi subito un tavolo istituzionale con tutte le forze rappresentate in Consiglio comunale, la protezione civile e le reti del volontariato, perché nelle prossime ore si possano mettere rapidamente in campo strumenti e azioni comuni per venire in contro alle tante famiglie che in questo territorio vivono un grande momento di difficoltà. Diritti in comune è già al lavoro con la rete dei soggetti sociali e del volontariato, per costruire una risposta in questo senso ed è pienamente disponibile a fare la sua parte.


AGGIORNAMENTO:

Dall’ordinanza della protezione civile n 658 e dalle successive integrazioni, constatiamo che i fondi destinati alle misure urgenti per la solidarietà alimentare per il Comune di Ciampino non ammontano alla cifra di 80.000 euro, cosí come affermato dalla Sindaca.

Nello schema di ordinanza del Capo di Dipartimento della Protezione Civile Borrelli, figurano 223.472,29 euro destinati al nostro comune per far fronte all’emergenza!

Se questi soldi saranno sufficienti o meno alle famiglie ciampinesi in condizioni di vulnerabilità, sarà possibile stabilirlo solo quando la Sindaca, il suo Assessore ai Servizi Sociali e l’Assessore al bilancio, spenderanno il loro prezioso tempo a mappare le fragilità sociali presenti sul territorio: quelle che si sono acuite e quelle che stanno nascendo a seguito dell’emergenza Covid-19.

Non accettiamo che si continui a fare propaganda politica, seguendo le indicazioni delle compagini nazionali, mentre ci sono famiglie ciampinesi che non riescono a mettere a tavola un pasto per i propri figli.

Chiediamo serietà e competenza nell’utilizzo e nella comunicazioni dei dati e un impegno concreto verso il superamento dell’emergenza, altrimenti, per il bene di tutti, se ne tornino a casa. In quarantena!

 

A questo link le nostre slide con alcune proposte sull’emergenza sociale.

Bilancio: Per il bene della città chiediamo lo slittamento previsto dalla normativa in virtù dell’emergenza covid-19

La nostra attenzione sul bilancio mostra l’esatto opposto di quanto siamo stati accusati: l’equilibrio economico-finanziario dell’Ente, in questo momento difficile, è ancora più importante che nel passato. Per questo noi chiediamo che il Comune ripensi e approfondisca quei punti del bilancio che noi riteniamo critici e pericolosi. Gli elettori che ci hanno votato chiedono che venga esercitata una verifica e un controllo sull’operato della Giunta: è questo quello che fa un’opposizione responsabile e seria.

La fretta della Giunta di approvare il Bilancio di Previsione per gli anni 2020-2022 è del tutto ingiustificata e nulla ha a che fare con la drammatica emergenza dovuta alla diffusione del Covid-19. Non solo, infatti, non si tiene minimamente conto della contrazione del gettito dei principali tributi che sono attualmente sospesi, ma non è prevista alcuna voce in merito all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

Attraverso diverse note scritte e nelle tre Commissioni che si sono svolte abbiamo segnalato con preoccupazione l’allarmante squilibrio tra spese correnti e finanziamento delle stesse non ricevendo chiarimenti sufficienti da parte dell’Amministrazione, chiedendo – noi e altre forze dell’opposizione, da ultimo con una nota congiunta del 14 marzo – il prosieguo in sicurezza, tramite videoconferenza, dei lavori.

Ci sono evidenti criticità nello schema di previsione del bilancio, tali da determinare una situazione di squilibrio strutturale. La parte della spesa corrente risulta coperta per lo più da entrate non consolidate ed alcune di esse verrebbero finanziate da entrate in conto capitale, in palese violazione dei principi contabili. Le stesse sarebbero palesemente sovrastimate, come quelle dell’addizionale Irpef, con una previsione inattendibile di maggior gettito di 900mila euro in tre anni, previsione che non tiene peraltro conto dell’inevitabile grave recessione nella quale il paese sarà trascinato, per effetto della drammatica situazione economica dovuta al coronavirus.

L’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità risulta fortemente sottostimato, in quanto per diverse tipologie di entrate viene utilizzato un metodo di calcolo diverso da quello disciplinato dalla normativa vigente e dai principi contabili. Così si prevede d’incassare il 67% delle multe accertate, nonostante negli ultimi cinque anni la media degli incassi delle multe non ha superato il 48%. Inoltre a fronte di uno stanziamento per recupero TARI di 2 milioni di euro previsti sul bilancio di previsione 2019, in realtà è stato incassato zero, (dati SIOPE 2019). Pertanto l’accantonamento a fondo crediti non dovrebbe essere del 50% ma del 100%.

Ancora non si evince dalla nota integrativa al Bilancio la motivazione della quintuplicazione della spesa ricompresa nella voce “altre spese correnti”, che prevede uno stanziamento per l’anno 2020 pari a 9 milioni di euro rispetto agli 1,6 milioni dell’anno 2019, così come la tipologia e l’importo degli accantonamenti previsti per le passività potenziali sul bilancio di previsione.

La nostra posizione è a tutela dell’Ente e dei cittadini di Ciampino. D’altronde, proprio il Decreto Legge Cura Italia fa slittare al 30 maggio i termini di presentazione del Bilancio di Previsione e non prevede certo di derogare alla formulazione di un bilancio corretto ed equilibrato. Si continui, dunque, ad operare in esercizio provvisorio, come altri comuni ben più virtuosi di noi stanno facendo (cfr. Comune di Cerveteri), si attinga al fondo di Riserva e si aggiorni lo schema di previsione, sciogliendo tutte le questioni sollevate.

Lo diciamo da anni e purtroppo in questi giorni è ancor più vero: per far fronte alle esigenze sanitarie e sociali si facciano debiti fuori bilancio! Noi siamo disponibili a discuterne e ad approvarli, subito. Diritti in Comune ha da sempre messo al centro del progetto politico la dimensione comunitaria, pubblica e solidale del vivere.
Non permetteremo che dietro la falsa retorica della responsabilità e dell’unità d’intenti, si deroghi al confronto democratico e al rispetto delle norme che presiedono ad una corretta gestione delle risorse pubbliche. La responsabilità, anzi, è proprio questa: l’esercizio della democrazia.

Covid-19: chiediamo misure a tutela dei lavoratori a Ciampino

Questo periodo di emergenza nazionale ci vede impegnati come movimento insieme alle reti di cittadini ed associazioni, per far fronte alle necessità delle fasce più esposte alle ricadute sociali ed economiche dell’emergenza. Tra questi, non abbiamo smesso di ascoltare i problemi dei lavoratori e delle lavoratrici sul nostro territorio. Ieri pomeriggio abbiamo protocollato in Comune un’interrogazione alla Sindaca Ballico, chiedendo quali protocolli di sicurezza anti-contagio siano stati assunti e monitorati per i lavoratori delle attività rimaste aperte a Ciampino (magazzini delle farmacie, assistenti domiciliari, ipermercati e uffici postali), anche in merito a strumenti di protezione individuale. Abbiamo voluto anche chiedere, a tal proposito, se siano state incentivate le operazioni di sanificazione dei posti di lavoro. Infine vorremmo sapere dalla Sindaca cosa si intende fare per le 42 educatrici degli asili nido comunali, in ferie forzate, che a breve si troveranno senza retribuzione avendo quasi esaurito i giorni maturati per il 2020. 

Le misure emergenziali contro il diffondersi del contagio da Covid-19, sacrosante dal punto di vista sanitario, non devono mai farci perdere di vista la difesa dei diritti di ciascuno di noi. In questo periodo stanno emergendo tutte le criticità di un sistema economico che normalmente antepone il profitto alla salute e alla dignità umana; per questo pretendiamo che le istituzioni non lascino soli i lavoratori che stanno pagando un prezzo alto di questa emergenza, a partire dal nostro territorio.