Ciampino e gli interessi di Benetton

Il rinnovo della concessione di Aeroporti di Roma (gli scali di Fiumicino e Ciampino) al gruppo Atlantia di Benetton, spiegato nei dettagli sul Fatto Quotidiano grazie alle indagini del Comitato Fuoripista, fa impallidire persino la concessione di Autostrade per il livello di iniquità del contratto, con clausole vessatorie per lo Stato ed estremamente favorevoli al colosso privato. Non solo saremmo costretti ad un risarcimento a fronte di una revoca, come nel caso di Autostrade, perfino nel caso in cui Atlantia si rendesse responsabile di colpe gravi, ma la suddetta concessione ha la durata impressionante di 35 anni, dal 2009 al 2044, il tutto senza passare per il Parlamento e senza alcuna trasparenza.

Il modus operandi di Benetton è tristemente noto. La multinazionale tessile dell’omonima famiglia trevigiana è impegnata in avventure di capitalismo estrattivo in giro per il mondo, sempre a spese delle comunità locali. Basterebbe chiedere ai mapuche della Patagonia argentina, nelle cui terre Benetton ha messo in piedi un vero e proprio impero della lana e del petrolio, espropriando terreni ancestrali, inquinando le falde acquifere e scatenando una cieca repressione nei confronti di chi si oppone ai suoi progetti. Il colosso italiano è coinvolto, almeno moralmente, nella morte di attivisti ambientali come Santiago Maldonado.

Il crollo del ponte Morandi è forse un caso limite, che si porta dietro una ferita insanabile per la comunità di Genova e per l’Italia intera. Ma non c’è bisogno di aspettare un’altra tragedia per capire quanto la gestione di Adr, come quella di Autostrade, è segnata dalla stessa attitudine estrattivista e dalla stesso spudorato menefreghismo nei confronti degli interessi dei cittadini. Se pensiamo infine al fatto che il territorio di Ciampino, per ciò che concerne l’aeroporto, è stretto tra il monopolio del gestore Adr e quello di un’altra multinazionale moralmente opaca come Ryanair, il quadro è ancora più preoccupante per noi. Viene da sé che solo un ruolo forte dello Stato e una politica orientata al bene collettivo potrebbero far fronte allo strapotere di chi sfrutta il territorio per il proprio profitto, producendo inquinamento ambientale ed acustico, senza alcun ritorno economico o sociale per la comunità.

Purtroppo, però, accade esattamente il contrario. Se nessuna amministrazione locale a Ciampino è mai riuscita a far valere le ragioni della città di fronte a questi giganti del profitto privato, l’attuale governo cittadino addirittura si vanta di fare gli interessi di Adr, e quindi di Benetton, sul nostro territorio, sperando in qualche strapuntino utile forse al mantenimento del labile consenso. Ricordiamo il Natale ciampinese, finanziato e sponsorizzato proprio dal marchio aeroportuale controllato al 95% dalla famiglia Benetton, in bella mostra persino sulle decorazioni natalizie di carta! Alla faccia della destra sovranista attenta alle tradizioni, ma soprattutto alla faccia di chi in Parlamento fa la voce grossa contro Benetton ma poi sui territori si piega ben volentieri al potere del peggior neoliberismo globale.

Autovelox, la Sindaca faccia chiarezza. Possibile class-action

Sulla vicenda autovelox di Via Appia Nuova, sarebbe il caso che la Sindaca Ballico, quale legale rappresentante dell’Ente cui è stato ingiunto, dalla Prefettura di Roma, il pagamento della sanzione pecuniaria relativa alla violazione del codice della strada, per la collocazione senza preventiva autorizzazione dell’apparecchio, facesse piena chiarezza.

Contrariamente a quanto si legge in questi giorni su alcune testate, il procedimento non si sarebbe concluso con l’archiviazione, ma come si evince dall’archivio informatico della Prefettura di Roma risulterebbe tuttora in trattazione. Il ricorso promosso dal Comune di Ciampino, avverso al procedimento sanzionatorio di ANAS, è stato respinto e conseguentemente emessa ordinanza ingiuntiva di pagamento della sanzione di 1700 euro.

In questo caso la notifica o meno dell’atto, rileva soltanto ai fini del termine (30 giorni) entro il quale va saldata la sanzione da parte del Comune di Ciampino e non sull’efficacia del provvedimento stesso, che rimane esecutivo a meno di un pronunciamento del Giudice di Pace, se a questi il Comune avesse fatto ricorso.

Con un’interrogazione trasmessa oggi il Consigliere di Diritti in Comune ha chiesto alla Sindaca di chiarire fino in fondo lo stato dell’intera vicenda a tutela dell’immagine e dell’operato del Comune di Ciampino, anche in relazione ai possibili contenziosi che si potranno generare, se l’Ente fosse chiamato a rispondere ad una class-action promossa dalle migliaia di cittadini colpiti dalle sanzioni, sulla cui legittimità verrà chiesto in tutte le sedi di fare piena chiarezza.

Dal presidente di Ambiente Spa parole gravi su azienda e lavoratori, interrogata la Sindaca

Può il presidente del Cda della società partecipata Ambi.en.te Spa esprimersi in modo sprezzante nei confronti del carattere pubblico dell’azienda, offendere la dignità dei lavoratori e parlare di ricapitalizzazione prima di essere passato per l’organo deliberante cioè il Consiglio comunale di Ciampino? Questo infatti è quello che è accaduto durante un’intervista televisiva al dott. Dario Matturro, il 13 febbraio scorso, nella quale il presidente ha espresso l’intenzione di procedere alla ricapitalizzazione del 60-40% di Ambi.en.te.

Nel corso della stessa intervista il dott. Matturro ha parlato dell’esigenza di rendere la nostra partecipata simile ad un’azienda privata, non si sa bene in che modo e su quali basi. Infine, cosa assai grave, si è espresso con frasi che ledono la dignità dei lavoratori dell’azienda, basate su luoghi comuni e senza fornire alcun dato a supporto di quanto afferma, sostenendo ad esempio che ‘la legge italiana purtroppo (…) tutela moltissimo il lavoratore (…) chi gioca con gli infortuni, le malattie, le 104’. Parole gravi e supposizioni che non sono degne di chi dovrebbe portare avanti la società che effettua la nostra raccolta differenziata.

Per questi motivi abbiamo interrogato la Sindaca Ballico, per sapere se fosse a conoscenza, in termini di piano industriale della società, di quanto comunicato ai media dal dott. Dario Matturro. Inoltre abbiamo chiesto di sapere se e quando il Presidente e la Sindaca intendono relazionare sugli ambiti di intervento futuro, societario e imprenditoriale, della società Ambi.en.te., informando il Consiglio comunale e la cittadinanza sulle sorti della partecipata pubblica le cui azioni sono al 99% detenute dal Comune di Ciampino.

La Ballico dica quali interessi difende: quelli dei cittadini o di ADR?

Ancora una gravissima presa di posizione della Sindaca di Ciampino Ballico nella Commissione Rumore Aeroportuale del 14 gennaio u.s.
Apprendiamo da un articolo del web-magazine di “Noi cambiamo” che nella Commissione Rumore Aeroportuale che si è tenuta il 14 gennaio, ARPA Lazio avrebbe presentato un documento in cui si dimostra che la nuova rotta di decollo degli aerei, adottata da oltre un anno, è peggiorativa rispetto alla precedente, con un ulteriore incremento – si parla del 20% – delle persone complessivamente assoggettate  allo sforamento dei livelli di rumore.

Ebbene, nonostante queste evidenze già segnalate dai cittadini colpiti che hanno visto crescere il disagio e confermate dall’Agenzia Regionale della Protezione Ambiente del Lazio (ARPA), la Sindaca di Ciampino, da quello che trapela dalla riunione, si schiera a fianco di Aeroporti di Roma, di ENAC e delle compagnie aeree che ottengono così un ulteriore rinvio della decisione sulla contestata rotta fino al 26 marzo prossimo, mettendo le premesse per rinviare ancora la riduzione dei voli prevista dal decreto del Ministro Costa già dalla fine del 2019.

Ma non solo, la posizione della Sindaca Ballico è unica rispetto a quella di tutti gli altri enti pubblici territoriali presenti: il Ministero dell’Ambiente, la Regione Lazio, ARPA Lazio, il Comune di Marino, hanno chiesto la revisione della rotta per avere un minore impatto acustico ma soprattutto premono per l’applicazione della riduzione dei voli, unico vero rimedio per riportare i livelli di rumore nei parametri di legge.

Chiediamo alla Sindaca di rendere noti ai cittadini di Ciampino i motivi che la spingono ad assumere tale posizione che sembra essere solidale con le aziende private e distante dalla tutela della salute dei cittadini di Ciampino”.

Lungo il fosso dell’Acqua Mariana sono in corso lavori che rischiano di aggravare l’equilibrio idrogeologico del territorio.

Valle Marciana è – o meglio era – dal punto di vista naturalistico e paesaggistico uno dei luoghi d’eccellenza delle pendici dei Castelli  Romani. E’ per intero uno dei crateri dell’apparato vulcanico dei Colli Albani: un particolare sito geologico, paesaggistico e archeologico,  frequentato ininterrottamente dall’età preistorica alla medievale. La valle è attraversata dal fosso dell’Acqua Mariana, rivo che ebbe un ruolo importante per il territorio e la città di Roma, visto che alle sue sorgenti corrisposero in età romana i tre acquedotti dell’aqua Crabra, Iulia e Tepula, e le sue acque alimentarono a lungo le mole della città e del territorio, tra queste la medievale Mola Cavona. Dal punto di vista amministrativo la valle ricade principalmente nel territorio del Comune di Grottaferrata, poi di Ciampino, cui appartiene il bordo nord – occidentale del cratere, infine del Comune di Roma. La zona, pur se a destinazione d’uso agricolo, nell’ultimo decennio è stata attaccata dall’abusivismo e dal cemento, nell’indifferenza totale di chi ha governato.

In queste settimane è in atto un pesantissimo intervento di inalveamento del corso naturale del Fosso dell’Acqua Mariana, finanziato con soldi pubblici dalla Regione Lazio, eseguito da Astral, ed evidentemente autorizzato in termini di salvaguardia e tutela del paesaggio dalle autorità competenti. Un lungo serpente bianco che solca l’intero cratere di Valle Marciana e, poi, riprende all’altezza della Mola Cavona.

Il sindaco di Grottaferrata Andreotti, la cui giunta ha cofinanziato l’opera – immeritatamente detta “di ingegneria naturalistica” -, l’ha definita un intervento necessario per mettere in sicurezza le edificazioni spontanee e per tutelare l’incolumità delle persone residenti, minacciate dalle esondazioni del fosso avvenute gli ultimi anni. Ricordiamo che le esondazioni, e relativi danni, sono dovuti alla progressiva impermeabilizzazione del suolo, nonché all’interruzione delle secolari pratiche di manutenzione e pulizia delle rive. Lo stesso approccio fu seguito in passato a Ciampino, quando si decise di tombare – cioè occultare sotto il cemento – il corso urbano del fosso della Patatona (detta anche di Pantanelle o Marranella di Marino), mascherando l’operazione con una pista ciclabile e guadagnandone superficie edificabile.

Oggi il Fosso della Patatona nel tratto ciampinese è indicato dall’Autorità di Bacino del fiume Almone – di cui è tributario come “particolarmente a rischio”, determinando una situazione grave dal punto di vista idrogeologico per i quartieri interessati. Che questo avvenga in tempi nei quali i danni e le sciagure prodotti dall’acqua sono ciclicamente sotto gli occhi di tutti, è irresponsabile, che si sia deciso di infliggere a Valle Marciana e al paesaggio del territorio l’ennesimo sfregio, anche. Chissà a quale pena sarebbero stati condannati i responsabili di tale scempio nel XVI secolo dal Tribunale della Marrana, cioè al tempo in cui vigevano severe norme di tutela del rivo dell’Acqua Mariana? Intanto, vogliamo sapere cosa ne pensano le autorità di controllo competenti, il Parco dei Castelli Romani; vogliamo sapere se il Comune di Ciampino ha cofinanziato quest’opera, se sono stati considerati i rischi idraulici per le zone più a valle come Valle Copella e, a Morena, di Acqua Acetosa Anagnina.

Diritti in Comune, che pur si è vista bocciare l’ottobre scorso dal Consiglio Comunale di Ciampino una mozione per la promozione e salvaguardia delle risorse idriche – misura che includeva anche la richiesta di adesione al Protocollo d’intesa Verso il Contratto di Fiume per l’Almone, negata ma poi successivamente adottata con delibera di Giunta – continuerà con i cittadini a difendere gli scampoli di suolo inedificato e a progettare una città e un territorio dove le risorse naturali, come i corsi d’acqua, e quelle culturali, come la Mola Cavona e la Torre dell’Acqua Sotterra, siano elementi qualificanti, da rispettare e valorizzare.

 

Diritti in Comune su ordinanza blocco traffico: “L’amministrazione si contraddice”

A seguito dell’ della Sindaca di Ciampino, Daniela Ballico, per la riduzione dei livelli di inquinamento dell’aria, Diritti in Comune ha replicato con la seguente nota:

La Sindaca di Ciampino, a causa della pessima qualità dell’aria rilevata dalle centraline di monitoraggio in questi giorni, ha emesso oggi un’ordinanza che dispone due giorni di blocco per i veicoli più inquinanti. Prendiamo atto che c’è una forte contrapposizione di vedute tra la Sindaca e l’Assessore all’ambiente, che solo pochi giorni fa aveva incredibilmente vantato la buona qualità dell’aria in città. Chi amministra non ha le idee chiare: l’Assessore Cappello dovrebbe prendere coscienza che viene di fatto smentito dagli atti amministrativi appena una settimana dopo le sue discusse dichiarazioni e ci chiediamo a questo punto se sia la persona giusta a ricoprire un ruolo così delicato. Avevamo ragione dunque a sostenere, nel documento presentato l’altro ieri alla stampa, che la situazione è più critica di quanto l’Assessore volesse farci credere. Restiamo tuttavia convinti, come abbiamo detto pubblicamente, che queste misure emergenziali siano iscritte nell’ambito del permanere di condizioni critiche dovute a molteplici fattori”.

“Quello che manca – hanno scritto – è una visione politica complessiva sul tema della qualità dell’aria, e più in generale della salvaguardia dell’ambiente, ovvero sulle scelte strategiche necessarie nel medio e lungo periodo per una riconversione ecologica della nostra città che l’Amministrazione nel non sembra avere. A partire dal problema del traffico veicolare di attraversamento, alla necessità di rafforzare la piantumazione cittadina con nuove alberature, passando per il potenziamento del trasporto pubblico locale e della mobilità sostenibile, fino ad arrivare ad una strategia nei confronti delle infrastrutture più impattanti quali l’aeroporto Pastine e le Ferrovie dello Stato. Altrimenti si rischia ancora una volta di fare ricadere tutto il peso del contrasto all’inquinamento sui lavoratori ciampinesi, costretti a prendere mezzi privati per mancanza di alternative, con un paio di domeniche ecologiche che, come dimostrano i dati di questi giorni a Roma, servono solo come misure tampone ma non risolvono il problema dell’inquinamento atmosferico”.

RIORGANIZZAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

 

L’amministrazione di un ente locale e’ tesa alla soddisfazione di una molteplicità di esigenze dei cittadini avendo a disposizione scarse risorse. E’ pertanto urgente e non dilazionabile la razionalizzazione delle stesse attraverso una riorganizzazione della macchina amministrativa che assicuri la “buona gestione” attraverso un sistema efficiente, efficace ed economico. Obbiettivi prioritari dovranno essere:
  1. La rivisitazione del sistema organizzativo degli uffici e servizi, soprattutto alla luce della forte riduzione per i pensionamenti nell’ ultimo quinquennio e di quelli prossimi futuri e verifica dei carichi di lavoro.
  2. La verifica della struttura apicale, delle responsabilità, anche attuando un percorso di valorizzazione delle professionalità interne.
  3. La riattivazione dell’istituto della formazione continua e la garanzia dell’aggiornamento professionale.
  4. Adozione di un sistema premiante capace di incentivare il personale e coinvolgerlo in un virtuoso processo produttivo dell’ente.
  5. Ottimizzazione del sistema dei controlli interno con particolare riguardo alla valutazione della perfomance individuale e di ufficio.
  6. Monitoraggio della efficacia della azione amministrativa con un sistema di valutazione del grado di soddisfazione dell’utenza dei servizi.
  7. Semplificazione dei rapporti cittadino amministrazione anche attraverso una informazione continua sull’attività dell’ente.
  8. Miglioramento del sistema informatico e sua implementazione per favorire le prestazioni erogabili on-line.
  9. Recupero dell’evasione.
  10. Potenziamento degli uffici adibiti alla ricerca di risorse comunitarie.
  11. Gestione e programmazione attraverso un piano strategico condiviso con la dirigenza e il personale.
  12. Valorizzazione e incremento della redditività dei beni patrimoniali disponibili, anche attraverso convenzioni, al fine di favorire l’utilizzo da parte delle associazioni senza finalità di lucro.
  13. Attivazione dei progetti di inserimento lavorativo a favore delle fasce deboli al fine di integrare le risorse umane nel settore del decoro urbano, dei servizi alla persona, all’infanzia, anche favorendo forme di volontariato per supporto nei servizi amministrativi.

  

INSEDIAMENTI PRODUTTIVI E PICCOLO COMMERCIO

 
 
 

Negli ultimi anni il tessuto del piccolo commercio a Ciampino, come altrove, è stato devastato. La crisi ha colpito i piccoli negozi di prossimità che da sempre hanno avuto un ruolo fondamentale per la vivibilità dei centri urbani piccoli e grandi. A Ciampino gli effetti di questo fenomeno generale è stato particolarmente sentito perché fino a pochi anni fa il centro cittadino era un vero e proprio centro commerciale “diffuso” che attraeva anche l’interesse delle aree confinanti e rendeva particolarmente vivace ed attiva l’economia locale. Economia locale che è stata grandemente danneggiata dal doppio effetto della crisi e della contemporanea apertura di un numero elevato di grandi centri commerciali sia nel territorio comunale che nei comuni confinanti. A nostro parere nessun centro cittadino può permettersi la perdita, preziosa anche per la vita comunitaria, del ruolo fondamentale che giocano in tal senso i negozi di prossimità ed è necessario attuare politiche che contrastino la tendenza delineata negli ultimi anni. Politiche che dovrebbero prendere corpo a livello nazionale e regionale, ma che potrebbero essere aiutate anche da interventi locali, almeno relativi ad agevolazioni burocratiche-organizzative, ma anche tariffarie da definire, nella compatibilità delle scarse risorse, con le categorie interessate.
 
Il depauperamento di insediamenti produttivi che ha subito l’intero territorio comunale è iniziato molto tempo prima della situazione riscontrata per le attività commerciali. Va constatato che ormai gli insediamenti lavorativi più numerosi riguardano solo attività terziarie come il Comune, la Asl e ciò che fa capo alle fs. L’ultimo insediamento produttivo forte di 350 unità lavorative (la tipografia Spada) ha chiuso i battenti circa 15 anni fa abbandonando sul territorio un’area tutta da sanare. Ma è tuttora attiva un’area ai confini Nord, contigua con una analoga area a Gregna nel territorio del Municipio di Roma, dove sono presenti attività artigianali piccole ma molto specializzate, e attività di stoccaggio e grande distribuzione economicamente molto dinamiche. È indispensabile attivare un piano concordato con il contiguo Municipio romano per risanare e razionalizzare l’area che negli anni è sorta pressoché spontaneamente. Una razionalizzazione che certamente, risolvendo evidenti problemi logistici, legati anche alla separazione amministrativa, potrebbe dare impulso a tutta l’area.

 
 
 

SERVIZI PUBBLICI LOCALI

   


   
La coalizione Diritti in Comune considera prioritario e strategico il mantenimento in mano pubblica dei servizi pubblici locali. Questo deve realizzarsi attraverso il ritorno alla vocazione originaria delle partecipate, quella di unire occupazione e qualità dei servizi per la comunità di Ciampino, lasciando da parte i tentativi più volte fallimentari di avventure imprenditoriali di area vasta. Diritti in Comune rivendica una nuova gestione della cosa pubblica e rifiuta la logica di potere che ha trasformato le partecipate Comunali in uno strumento di costruzione del consenso, attraverso una gestione clientelare monopolizzata da interessi particolari e partitici. Per questo motivo il primo passaggio sarà la liquidazione dell’attuale management che ha condotto le due aziende in una situazione economica-finanziaria insostenibile per le casse del Comune e l’avvio di concorsi pubblici per la selezione di una nuova dirigenza altamente qualificata.

In particolare, è necessario avviare un percorso che punti alla riqualificazione delle due aziende, riportandone il perimetro d’azione prevalentemente al tessuto economico e sociale della città.

Ambi.en.te. non può continuare ad occuparsi della parte più onerosa del ciclo dei rifiuti di 12 Comuni del territorio, con il 99% del capitale sociale del Comune di Ciampino. Il risultato è stato il continuo aumento della tariffa ed il peggioramento della qualità del servizio d’igiene urbana per la nostra città, nonché lunghi periodi di squilibrio economico finanziario nel bilancio societario, a causa di ingenti crediti accumulati nei confronti delle amministrazioni. La partecipazione come comuni Soci deve avvenire proporzionalmente al numero di abitanti serviti e va rafforzato il potere del controllo analogo da parte del Comune, con nuovi poteri d’indirizzo e controllo da parte del Consiglio Comunale. In questa direzione saranno modificati statuti e regolamenti di controllo. Il risanamento di ASP deve avvenire attraverso il rilancio e l’allargamento del perimetro dei servizi già attualmente affidati in house, come verde pubblico, servizi cimiteriali, manutenzione e segnaletica stradale, e il recupero della reddittività e produttività delle farmacie, puntando anche qui sul rilancio esclusivamente di quelle Comunali. Più ASP sarà in grado di aumentare efficienza e qualità dei servizi pubblici, creando occupazione e sviluppo sul territorio, più l’intera comunità di Ciampino si sentirà partecipe nel risollevare la difficilissima situazione economica dell’Azienda. Va certamente rafforzato e sistematizzato in questa direzione il sistema di controllo e verifica dei livelli prestazionali dei servizi, attraverso forme di partecipazione diretta dei cittadini utenti come lo sportello e la carta dei servizi pubblici.

Le nostre proposte in sintesi:

  • No all’aumento delle tariffe dei servizi pubblici, NO alle privatizzazioni. La spending review avrà un impatto devastante sull’accessibilità e la qualità dei servizi. La coalizione Diritti in Comune si riserva l’opzione di DISOBBEDIRE al Patto di Stabilità qualora questo imponga come uniche opzioni la privatizzazione dei servizi e/o tagli ai salari e ai diritti dei lavoratori.
  • Ridefinizione dell’attuale organigramma dirigenziale delle società A.S.P. e Ambi.en.te in discontinuità con le scelte degli ultimi 10 anni.
  • Introduzione di strumenti concreti di controllo ed indirizzo da parte dei cittadini sulle scelte
    aziendali per la gestione e la valorizzazione dei servizi pubblici locali.
  • Ricapitalizzazione pubblica di A.S.P. attraverso immobili che permettano di aumentare il capitale sociale e di aprire alla possibilità di gestire nuovi servizi pubblici (ad es. centri estivi).
    Reinternalizzazione di tutti i servizi comunali dismessi.
  • No allo scarico dei debiti aziendali sui lavoratori attraverso i licenziamenti e/o i contratti di solidarietà.
  • Sì alla richiesta di fondi strutturali europei per il rilancio dei servizi e dell’occupazione, soprattutto giovanile. In particolare Diritti in Comune considera decisiva per Ambi.en.te la chiusura del ciclo dei rifiuti da realizzarsi attraverso la costruzione, in consorzio o in autonomia, di un impianto di compostaggio.
  • Reinternalizzazione in house immediata del servizio degli asili nido comunali all’A.S.P.
  • Miglioramento della raccolta differenziata attraverso l’apertura di sportelli di ascolto e di momenti formativi per i cittadini al fine di ottimizzare la qualità del servizio.

SANITA’ E SERVIZI SOCIALI

 

Negli ultimi 15-20 anni si è verificato un progressivo peggioramento del Servizio Sanitario Nazionale, non dal punto di vista della qualità dei servizi e della professionalità dei dipendenti, che restano elevatissime, ma dal punto di vista della “quantità” del servizio erogato. La scelta di trasformare le vecchie unità sanitarie locali in aziende ha portato ad una complessiva riduzione dei servizi che non si considerano redditizi, in nome della logica per cui è più importante avere un bilancio in attivo piuttosto che offrire un particolare servizio alla popolazione. Mentre la sanità pubblica viene indebolita, la sanità privata continua a fare grossi affari grazie alle convenzioni e al dirottamento delle visite in studi privati a pagamento. Sanità e Servizi Sociali sono due ambiti chiaramente distinti, ma con correlazioni particolarmente importanti. È infatti sempre più chiara la loro interdipendenza descritta da studi, ricerche e da determinazioni degli organismi internazionali. Secondo l’OMS la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non meramente l’assenza di malattia o infermità. La salute è un fondamentale diritto umano e non un bene economico. L’obiettivo da perseguire è rendere universalmente accessibile i servizi sanitari essenziali, andando ad incidere sulla diseguaglianza sociale strettamente correlata alla questione della diseguaglianza in salute. Liste d’attesa esagerate, distanze notevoli dei posti d’erogazione del servizio, tagli a servizi sanitari ritenuti troppo costosi, non permettono di garantire l’accesso universale alle prestazioni sanitarie. Le carenze pubbliche vengono sopperite da una sempre più aggressiva sanità privata che, per sua natura, sceglie soltanto i settori più appetibili dal punto di vista del profitto. La fragilità economicosociale che inevitabilmente si riverbera anche negli stili di vita, si traduce in fragilità sanitaria.

Gli interventi sanitari del nostro Distretto, servizi delicatissimi che si svolgono nella sede di Ciampino in via Calò, quali il Consultorio familiare o la Neuropsichiatria infantile, sono in forte sofferenza per l’attuale, gravissima, carenza di organico. Una sofferenza che coinvolge per intero il Servizio Sanitario Nazionale, dovuta al blocco del turnover nella Pubblica Amministrazione, cui si aggiunge – in un contesto di programmazione politica insufficiente – il decreto Quota 100 che andrà ad appesantire ulteriormente la già grave situazione del settore pubblico. Nella Regione Lazio – dove un piano di assunzioni è stato pur deliberato ma di fatto è fermo e lontano dalla sua attuazione – come nei Castelli negli ultimi mesi, si assiste ad una analoga incapacità di governo, con riflessi particolarmente pesanti sul versante delle strutture ospedaliere. La chiusura di ben cinque ospedali dei Castelli per sostituirli con il Nuovo Polo Ospedaliero pubblico della Nettunense sta dando risultati pessimi: gli ospedali sono stati chiusi senza che il polo sia stato completamente attivato e di questa assurdità ne stanno facendo le spese i cittadini. In più, nulla è stato concretamente fatto per i Poli intermedi, tra il servizio del medico di famiglia e l’eventuale polo ospedaliero che, aperti h24, alleggerirebbero le unità di Pronto Soccorso.Per questo Diritti in Comune chiede con forza di potenziare la medicina del territorio e rifugge da iniziative demagogiche: promettere ospedali e strutture di Pronto Soccorso può servire a raccogliere voti, ma è assolutamente inattuabile e in contraddizione con il piano sanitario regionale. Ciampino non ha bisogno di un polo ospedaliero, ma di potenziare la medicina del territorio in modo che sia più efficiente e faccia da filtro per le strutture di Pronto Soccorso presenti nei comuni limitrofi, ricevendo i codici bianchi che le intasano. A questo scopo l’ambulatorio di via Calò potrebbe essere potenziato per essere aperto tutti i pomeriggi e non due a settimana come ad oggi, inoltre, un aumento del personale permetterebbe al CAD (Centro Assistenza Domiciliare) di funzionare meglio.

 

Il ruolo del distretto socio-sanitario:

 
Il distretto socio-sanitario dei comuni di Marino e Ciampino, fin dalla fine degli anni ’90, ha anticipato la legge regionale 328/2000 che lo istituì formalmente. È stato ed è uno strumento essenziale per operare – attraverso i Piani di Zona – non sul problema bensì sulla persona, sulla famiglia che esprime specifici bisogni. Ciò ha comportato un salto di qualità nel lavoro degli operatori. Lavoro che, così impostato, deve necessariamente basarsi sulla condivisione tra operatori dei diversi servizi, delle informazioni utili per l’attività e delle specifiche modalità di intervento.

Per quanto riguarda gli interventi prettamente sociali, va sottolineato che progetti presentati sulla base del Piano di Zona, sono stati finanziati dalla Regione e sono attivi o stanno per essere attivati da Marino, nuovo capofila di turno, per conto del distretto. Va sottolineato altresì che, ancor più in questa fase di restrizione dei fondi, un’azione efficace per la completa e soprattutto tempestiva utilizzazione degli stessi, sarà fondamentale per dare i servizi necessari. Oggi non è più procrastinabile la creazione di un ufficio ad hoc che lavori solo per il reperimento di risorse economiche extracomunali derivanti da Fondi Europei, Fondazioni, Onlus, Scelta 2‰, ecc. Non è accettabile che dei fondi regionali stentino ad esser utilizzati per difficoltà politico burocratiche, come la mancata approvazione nei tempi di legge dei bilanci comunali degli anni scorsi o non approvati affatto fino alla gestione commissariale, come nel caso del bilancio 2018-20. Ma può anche accadere che a molti mesi dalla conclusione, non si abbiano ancora i report conoscitivi di un ottimo progetto di ricerca attuato con il CNR nel 2016, mirato alla conoscenza delle dinamiche e delle evoluzioni sociali a livello territoriale, compito precipuo del distretto sanitario. È il caso del sito web “Conoscere per Crescere”, realizzato con i fondi della ricerca del CNR, il cui link con il sito istituzionale del Comune di Ciampino non presenta alcun dato in merito alla ricerca effettuata nel Distretto Ciampino – Marino: report della ricerca effettuata dal CNR che saranno, invece, preziosi per la costruzione di una banca dati del Distretto. Banca dati da implementare con le evidenze che possono fornire i due uffici statistici di Ciampino e Marino, se coinvolti; dati preziosi per programmare Azioni di governo, non solo guardando ad indicatori economici come il PIL, bensì agli indicatori di benessere BES. Indicatori noti a livello di Area Metropolitana, ma che si potrebbe tentare di definire a livello di Distretto acquisendo i dati dei dodici indicatori che lo compongono (tra cui istruzione e formazione, benessere sociale, qualità dei servizi, lavoro e conciliazione e tempi di vita, ambiente, innovazione ricerca, ecc.).

Va infine evidenziato come i servizi del Distretto socio-sanitario, attivati o in via di attivazione, pur coprendo un alto spettro delle necessità per le varie problematiche siano per la gran parte appaltati. Il fatto che quasi tutti gli appalti siano ad un anno, con il rischio di continui e irrazionali ricambi di personale, comporta delle ricadute negative sui servizi erogati in termini di efficienza ed efficacia. In questo senso si dovrebbero definire appalti almeno triennali, e comunque prevedere negli affidamenti il reinserimento di personale che ha già lavorato in quei servizi per non perderne le competenze acquisite.

Particolarmente importanti sono i servizi di Segretariato sociale, Punto Unico di Accesso integrato e quello di Pronto intervento sociale e accoglienza che dovrebbero essere raggiungibili anche con un numero verde (progetto previsto e non ancora attivato), oppure con una pagina web per aprire un rapporto facilitato e dinamico con l’utenza e la cittadinanza tutta. Tutto ciò perché i servizi Socio-Sanitari pur mantenendo un’alta specializzazione nelle loro specifiche competenze debbono tentare di applicare le loro modalità di condivisione ampiamente sperimentate al loro interno anche con gli altri servizi comunali quali i servizi culturali, quelli sportivi e con le realtà territoriali che sopra indicavamo. Questa pratica la vediamo già in alcuni progetti: quelli per il reinserimento lavorativo, anche per attività ricreative/ culturali (laboratorio teatrale) di disagiati psichici, quelli relativi alle attività dei Centri Anziani.

È infatti interesse anche dei servizi sociali favorire attività, lavorative e non, che coinvolgano i cittadini nella costruzione del senso di comunità attraverso una progettazione sul sociale.

Proponiamo infine di:

  1. Individuare spazi comunali dove promuovere e sostenere il “coworking”: Diritti in Comune vuole dare spazio e possibilità ad attività socialmente utili e produttive su base comunale. Coworking di associazioni, cooperative sociali e di partite IVA: è possibile prevedere il riutilizzo del Casale dei Monaci con questa funzione che, attraverso il contributo economico dei “coworkers” (popolare e definito in funzione del servizio promosso e le ricadute materiali sul territorio), garantirebbe la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura, oltre a produrre ulteriori entrate utili per il comune da reinvestire in modo vincolato in attività culturali.
  2. Promuovere cooperative sociali per i disoccupati. Prevediamo l’assegnazione dello svolgimento di alcuni servizi comunali (i.e. manutenzione del verde pubblico) a cooperative di disoccupati organizzate su base comunale.
  3. Promuovere il “co-housing” per le emergenze sociali (senza tetto, persone sole, anziani senza possibilità economiche, persone sfrattate). Il co-housing potrebbe essere promosso nelle strutture sequestrate alla mafia che si trovano nel nostro territorio. Teoricamente era stato previsto anche nelle aree 167 a parziale compensazione dell’edilizia “sociale” delle famose cooperative. Ovviamente nulla si è mosso in quella direzione. Faremo comunque una mappatura dei luoghi che potrebbero essere usati per il co-housing.
  4. Istituzione della figura di garante per infanzia e adolescenza per tutti i minori, cittadini italiani o non, allocati in territorio comunale.
  5. Valutazione di un’agevolazione TARI per nuclei di oltre 65enni con soggetti disabili.
  6. Garantire ad ogni bambino il diritto al gioco con la realizzazione di parco giochi cui possano accedere tutti i bambini, anche quelli con disabilità motorie.

In merito al campo attrezzato della Barbuta, situato pochi metri fuori dai confini di Ciampino, riteniamo che il metodo degli sgomberi seguiti dai continui ricollocamenti in nuovi ghetti non rappresenti una soluzione, così come non lo è il Piano Operativo Metropolitano del Comune di Roma. Alla Barbuta, un’area malsana, criminogena, stretta tra GRA e cono di atterraggio dell’aeroporto, si consumano oggi le vite di circa 400 persone, confinate in una baraccopoli istituzionalizzata da politiche fallimentari ventennali. Gli abitanti del campo sono le prime vittime di un complesso sistema malavitoso che prospera, tra l’interno e l’esterno dell’area, in particolar modo con lo smaltimento illecito di rifiuti e materiali di varia natura. Come da anni denunciano le associazioni che si occupano del problema, il fenomeno dei roghi tossici è figlio di una rete di delitti d’impresa che tiene sotto scacco le popolazioni che vivono dentro e fuori il campo. La coalizione Diritti in Comune ritiene che sia indispensabile ripensare i rapporti con il Comune di Roma con un solo obiettivo: politiche socio-abitative virtuose in grado di condurre al superamento e alla chiusura del campo della Barbuta. E’ infatti solo combattendo l’idea stessa di ghetto etnico (per usare un termine del Tribunale civile di Roma, con una sentenza che ha intimato la chiusura della Barbuta proprio per la sua natura discriminatoria) che potremo eliminare il grave sistema di ingiustizie ambientali, sociali e umane che si sviluppano in questo luogo.