Porchetta intervistato da DIRE su salute, Igdo e tanto altro…

(DIRE) Roma, 28 mag. – “Il rischio della Case di comunità, già ampiamente denunciato, è di avere un investimento forte che però per problemi legati al personale non coperto dal PNRR, potrebbe di fatto bloccarsi per carenze di risorse professionali e di tecnologie. Non è questione di spazi, quelli sono stati identificati e finanziati in ambito PNRR, ma c’è bisogno di
medici, pediatri, specialisti, infermieri di comunità”. Alla Dire il candidato sindaco Alessandro Porchetta, 38 anni, un passato d’impegno per la cittadina alle porte della Capitale che torna al voto il 12 giugno e professore associato in chimica all’Università Tor Vergata, sostenuto dalle liste civiche ‘Diritti in comune’, ‘Partecipazione attiva’ e ‘Insieme per Ciampino’, nella querelle elettorale sul presidio sanitario per Ciampino lancia l’allarme di non cadere nella trappola di ‘cattedrali nel deserto’, senza risorse professionali adeguate e la necessaria tecnologia. E proprio su questo Porchetta ritiene che la strada da percorrere sia quella di “un ufficio di scopo per fund raising: fondi europei, finanziamento da fondazioni”, cita come esempi, orientando il lavoro sul distretto sanitario Marino-Ciampino, coinvolgendo la figura del sindaco “che ha un ruolo fondamentale, come responsabile della salute, nella
conferenza sanitaria locale ed è coinvolto direttamente nei piani programmatici dell’Asl anche per verifica e controllo”. Perché senza un’adeguata programmazione i fondi non vengono utilizzati, come accaduto in passato: “Ci sono stati fondi del distretto sanitario regionale non utilizzati per difficoltà burocratiche e mancata approvazione di bilanci, una vergogna”, ricorda il candidato.

Guardando al futuro Porchetta parla di “mettere in piedi un sistema efficiente di analisi dati a disposizione, una programmazione di indicatori come l’ indice BES, un osservatorio permanente sui dati per il benessere territorio”, un sistema che consenta una programmazione attenta alle reali necessità del territorio, ma intanto, guardando alle emergenze, ci sono delle chiare priorità per i suoi primi tre mesi di governo: “La
manutenzione ordinaria dei plessi scolastici, perché la situazione è drammatica- sottolinea- e il verde pubblico”. E ancora, sempre nel programma, altri punti cardine sono:
“L’integrazione dell’attività sanitaria con i servizi sociali, l’istituzione della figura del Garante infanzia e adolescenza e uno sportello anti violenza nella Casa di Comunità” e non da ultimo “andare in Regione affinché la neuropsichiatria infantile e il consultorio di Ciampino siano garantiti come servizio sanitario territoriale con un numero adeguato di personale
medico”.

Alessandro Porchetta risponde anche sull’IGDO, tema struggente per i ciampinesi che al centro della loro città hanno una montagna di macerie dell’istituto religioso bombardato dal
lontano 1943. Il tema è spesso portato in auge dalla candidata di centro- destra Daniela Ballico che, con una lista che la sostiene e porta il nome del complesso bombardato, ne ha fatto tema cruciale della sua campagna elettorale e che durante la sua consiliatura ha fatto una delibera per la riappropriazione da parte del Comune del bene oggi in mano all’imprenditore privato Schiaffini. Porchetta sul tema invita a non cadere in facili entusiasmi: “Bugie e chiacchiere da bar- dice- La pubblica utilità non si dimostra con una delibera di giunta, il progetto Ballico non c’è ed il privato non ha intenzione di cedere. È stata solo una generica manifestazione di volontà politica condivisibile – il sindaco del PD Terzulli non partecipò all’asta pubblica- ricorda- ma non c’è nessuna declinazione amministrativa
concreta: serve una variante al PRG, l’approvazione della stessa in Comune e Regione, e un progetto concordato con la Soprintendenza. Ci vogliono anni e per ricostruirlo per noi è
fondamentale sentire i cittadini su cosa fare tramite un laboratorio di partecipazione progettuale”.

Oggi, sabato 28 maggio, il candidato Porchetta e la squadra che lo sostiene con i cittadini appassionati animeranno una passeggiata lungo il Parco Fluviale – progetto su cui Porchetta è al lavoro da tempo – della Mola Cavona e della Torre dell’Acqua Sotterra: “Abbiamo in mente l’istituzione di un parco fluviale intorno al fosso, che vorremmo recuperare, e realizzarvi una pista ciclabile e un percorso pedonale. Un progetto che insieme alla realizzazione del Parco di Mura dei Francesi cambierà il volto alla città. Siamo in attesa da quando alcune scoperte archeologiche hanno permesso di mettere il vincolo sulla zona
impedendo che sorgessero nuove palazzine. Dopo la cura del cemento, noi saremo quelli che verranno ricordati per la cura del verde a Ciampino”, rimarca.

Tornando ai numeri e all’aspra competizione elettorale, il pensiero va all’ipotesi del ballottaggio. Se fosse tra Ballico (Fdi) e Colella (Pd), Porchetta ha un indirizzo da dare ai suoi elettori? “Ora- risponde- siamo concentrati sul nostro percorso, in quel caso apriremo un confronto a nostro interno e pubblico all’esterno. Vinciamo noi, ma se non fossimo noi a vincere chiameremo la candidata di centro sinistra a confrontarsi pubblicamente sui temi, e saranno i cittadini a decidere cosa vorranno fare. Non ci sarà nessun accordo di governo al secondo turno, questo è sicuro”, e pensando ai cugini francesi Porchetta ironizza: in ogni caso “come dice Melanchon… no Le Pen, non un voto alla Ballico”.
(Sim/ Dire)
09:14 28-05-22

La coalizione di Alessandro Porchetta ufficializza le liste: “Pronti a vincere per trasformare la città”

Ieri pomeriggio abbiamo depositato in Municipio le liste della nostra coalizione: da questo momento parte ufficialmente la campagna elettorale per Alessandro Porchetta Sindaco.

Tre liste, espressione di mondi e storie diverse, unite dalla medesima necessità di un radicale cambiamento a Ciampino rispetto al passato. Siamo donne e uomini comuni, i nostri candidati e candidate provengono dai quartieri, dai comitati, dall’associazionismo, dal mondo del lavoro, le piccole e medie imprese, la scuola e la sanità.
Siamo cittadini che hanno deciso di cambiare le cose, di giocare questa importante partita per Ciampino in prima linea, decisi a vincere per trasformare in meglio il destino della nostra città.

Vogliamo una Ciampino pubblica e saremo il governo dei cittadini che entrano nelle Istituzioni per realizzarla. Il palazzo di largo Felice Armati, per noi, non sarà un punto d’arrivo, ma il punto di partenza di un processo che rinnoverà nel profondo il modo di intendere la città.

Il nostro programma è chiaro in tal senso, è un lavoro attento e per noi fondamentale, che presenteremo nei prossimi giorni attraverso iniziative specifiche: un nuovo modello di convivenza tra uomo e natura; aziende pubbliche pensate nell’interesse dei cittadini e non per fare business; un Comune trasparente, attento alle esigenze della scuola, ai servizi pubblici, alle politiche attive per il lavoro, al rilancio di un patrimonio pubblico finalmente aperto, fruibile e co-gestito dalle persone che vivono la città. Il nostro obiettivo è rimettere in comune ciò che appartiene a tutti

Siamo una coalizione ampia e popolare, progressista ma capace di andare oltre i vecchi steccati della politica. Abbiamo l’appoggio e il contributo diretto di personalità che hanno esperienze amministrative, nonché di due ex-candidati a Sindaco di due diverse coalizioni all’ultima tornata elettorale. Segno dell’interesse che la nostra proposta suscita nella politica in modo trasversale. Ma abbiamo anche il sostegno di realtà civiche, movimenti e singoli cittadini che provengono dalle lotte storiche di questa nostra città, in ambito sociale e ambientale, dell’attivismo culturale e del tessuto più vivo e più intraprendente del territorio.

Sono tutte e tutti loro che hanno animato le nostre tre liste: Diritti in Comune, Insieme per Ciampino e Partecipazione Attiva.
Con la coalizione per Alessandro Porchetta Sindaco, Ciampino è pronta a rinascere come città pubblica, inclusiva, vivibile, a misura di cittadino. Una città sicura ed ecologica, che vive, partecipa e progetta il proprio futuro. Cambiamola davvero, la nostra città!

Diritti in Comune alle elezioni del 12 giugno, per Alessandro Porchetta Sindaco

Ci siamo!

Questo è il simbolo con cui il nostro movimento si presenterà alle elezioni comunali del prossimo 12 giugno, con la coalizione che sostiene Alessandro Porchetta Sindaco. Siamo una lista di donne e uomini comuni, lavoratori e lavoratrici, disoccupati, commercianti, professionisti, studenti e studentesse, persone che si impegnano per il territorio, nell’associazionismo, per la difesa dei beni comuni. Non ci vedete solo sotto elezioni, ma ci incontrate ogni giorno dell’anno per le strade, nei comitati, nelle palestre, nei posti di lavoro, nelle attività sociali. Siamo una lista che porta avanti i temi della città pubblica, per il rilancio dei servizi locali, rivendicando una gestione nuova e virtuosa, libera dal clientelismo, in contrapposizione a chi propone solo privatizzazioni e sacrifici a chi lavora. Siamo una confluenza di anime civiche e politiche, con l’obiettivo di un governo cittadino che vada verso il superamento delle ricette del neoliberismo, del saccheggio del territorio, della devastazione ambientale, del patriarcato, della xenofobia e della guerra tra ultimi. 

Ci candidiamo a governare Ciampino, laddove tutti gli altri hanno fallito. Siamo i cittadini e le cittadine che meritano un cambiamento reale, che hanno deciso di mettersi insieme per portare in Comune le istanze delle persone in carne ed ossa, per avere finalmente una città pubblica, sostenibile e partecipata. 

Ciampino cambia, davvero.

 

Sull’ex Ostello basta propaganda! La nostra proposta: un centro per educazione ambientale e cultura

La campagna elettorale ancora non è iniziata e già abbonda la propaganda. Il terreno è ovviamente quello social, nel quale a dominare è la comunicazione spot, la proposta ad effetto, la polemica spicciola. L’ultima si è accesa sul destino della struttura comunale di Via Malvin Jones, il Casale dei Monaci e annesso ex Ostello sul quale il PD ha avanzato la proposta di metterlo a disposizione per ospitare i profughi ucraini in fuga dalla guerra. L’ex Sindaca e attuale candidata del centrodestra Daniela Ballico interviene subito, liquidando come propaganda la proposta e pubblicando una sua missiva indirizzata al Direttore Generale della ASL RM6 pochi giorni prima della sua caduta. Con una email su carta intestata, afferma si sia avviato un percorso perché quella struttura possa diventare un Ospedale di Comunità. 

Facciamo chiarezza. La Regione del Lazio con Deliberazione di Giunta n. 1005 del 30 dicembre 2021 ha reso noto l’elenco delle strutture per l’assistenza sanitaria territoriale alle quali saranno indirizzati i fondi della Missione 6 – Salute del PNRR, in particolare per le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità. Tra i diversi investimenti che riguardano l’ASL RM6 è previsto un unico intervento che riguarda la città di Ciampino, sulla sede del Distretto H3 di Via Mario Calò, per la realizzazione di una Casa della Comunità. Dunque al di là di quella lettera, non c’è altro. E non potrebbe essere altrimenti, visto che il Comune non ha alcuna competenza in merito. Fa inoltre sorridere come la signora Ballico accusi gli ex ospiti di responsabilità sullo stato dell’immobile quando a noi risulta, da nota n.24523 di Giugno 2020 redatta dall’ufficio patrimonio, una situazione debitoria sui canoni di locazione mai evasi dell’azienda A.S.P. per una somma pari a 195 mila euro! 

Veniamo alla proposta del PD. Per quanto la proposta sia lodevole almeno nelle intenzioni, se misurata sulla tragedia della guerra in atto, la troviamo fuori tempo massimo e inconsistente nei fatti. Quando il centro di accoglienza per rifugiati è stato chiuso nessuna voce contraria si alzò oltre la nostra, e ora viene lecito domandarsi il perché. Come non ricordare poi che quando il servizio era gestito dalla Eriches29, della galassia 29 Giugno ai tempi di mafia capitale, l’amministrazione Terzulli si dimenticò completamente di esercitare qualunque forma di controllo dell’appalto e delle mansioni da svolgere, al punto tale che solo le proposte/proteste delle realtà civiche e associative riuscirono a strappare la manutenzione ordinaria e straordinaria sulla struttura che cadeva a pezzi. L’esperienza ci ha poi insegnato come quello spazio, essendo molto lontano dalla città e non semplice da raggiungere, non sia il luogo migliore per l’accoglienza, a meno di non ridurre questo concetto alla fornitura di un pasto caldo e di un letto. 

Per noi è tempo di tracciare una proposta compiuta, in grado di andare oltre ogni spot. Una proposta economicamente sostenibile e coerente, in grado di intercettare finanziamenti sovracomunali e che abbia l’ambizione di integrare gli immobili nella cornice dell’area circostante: il Parco del Muro dei Francesi. La nostra proposta è quella di realizzare nell’area un “Centro strategico per l’educazione ambientale e la cultura” di valenza regionale, attraverso una stretta sinergia con l’Ente Parco Castelli Romani e la Regione Lazio. Immaginiamo gli immobili inseriti nella cornice del Parco in grado di accogliere studenti, ricercatori, corsi di formazione altamente qualificanti in campo ambientale e residenze artistiche temporanee. Tenendo anche conto del patrimonio archeologico presente   nell’area, che dovrà essere messo in rete con il sistema territoriale del Parco dell’Appia Antica.

Un polo strategico dove anche le associazioni culturali del territorio che ne faranno richiesta avranno uno spazio per le loro attività, grazie al regolamento dei Beni Comuni che andremo ad approvare subito in consiglio comunale. Uno spazio per la Cultura e per l’Ambiente in grado di generare anche ricadute economiche positive sul territorio ciampinese tutto.

 

 

Diritti in Comune: sabato 5 in piazza a Roma per la pace

Di fronte all’intollerabile scenario di guerra che si è venuto a determinare con l’invasione russa dell’Ucraina, Diritti in Comune si unisce agli appelli per la pace e la diplomazia avanzati dal mondo delle associazioni, dei sindacati, degli enti pubblici e privati, laici ed ecclesiastici, dalla risoluzione ONU votata ieri e dalle parole inequivocabili della Costituzione italiana nel suo articolo 11. 

In questo quadro, crediamo fermamente che:

  1. La popolazione civile va tutelata sopra ogni altro calcolo di interessi. Per questo ci uniamo all’appello per il ritiro immediato delle truppe d’invasione russe dal suolo ucraino, in quella che consideriamo una scellerata aggressione imperialista. Chiediamo l’impegno per una de-escalation che parta dalla messa in discussione dell’allargamento della NATO, a prescindere da Putin o da chiunque altro, per la creazione di spazi neutrali e disallineati che possano costituire il nucleo futuro di un mondo multipolare e un sistema di sicurezza condiviso tra le nazioni. 
  2. I profughi che scappano da questa guerra devono essere accolti tutti, senza distinzioni, così come ogni migrante in fuga da qualsiasi guerra o situazione di instabilità nel proprio paese. L’accoglienza alle famiglie ucraine di questi giorni è encomiabile, tuttavia si registrano comprovati respingimenti dei non-bianchi e dei non-cristiani che fuggono dall’Ucraina in guerra. I paesi dell’est membri della UE stanno operando scelte illegali, discriminatorie e razziste ai propri confini, mentre prosegue la scandalosa esclusione dal sistema di accoglienza dei migranti afghani, in fuga dalla rappresaglia talebana. Vogliamo anche ribadire la nostra perplessità di fronte a quei soggetti politici che si dicono oggi per l’accoglienza dei cittadini ucraini ma hanno sempre manifestato politiche di aperta xenofobia o hanno ratificato in Parlamento misure razzializzanti come i decreti Minniti o il rifinanziamento del sistema-lager in Libia. Ci auguriamo che questa nuova sensibilità, soprattutto da parte dei cosiddetti partiti progressisti, sia l’inizio di una critica interna delle proprie scelte sbagliate in merito. 
  3. Ci diciamo contrari ad ogni invio di materiale bellico offensivo in Ucraina. Condividiamo in merito le parole della Rete pace e disarmo secondo cui l’invio di armi non serve alla pace. Questo non solo per ragioni di etica morale, ma per motivi concreti: inviare armi in Libia, in Afghanistan, in Iraq, ha portato solo terrorismo e guerre civili permanenti. Esistono poi problemi logistici per l’Ucraina: non sappiamo a chi possono finire in mano e, anzi, possono diventare lo strumento che alimenta il conflitto tra milizie radicalizzate su entrambi i fronti. Crediamo nella via diplomatica, così come delineata e caldeggiata, tra gli altri, dall’assemblea delle Nazioni Unite e dal papa della chiesa cattolica. Crediamo che un’alternativa concreta, per aiutare le truppe regolari ucraine a difendere i civili, possa essere l’invio di aiuti umanitari e materiale non-offensivo (giubbotti anti-proiettile e altre forniture di protezione), così come proposto da alcune forze di governo europee. La via maestra resta la ricerca di una soluzione diplomatica, in fretta e senza indugi. Nessun analista militare vede possibile oggi una vittoria bellica dell’Ucraina, dunque l’alternativa è tra un conflitto mondiale contro una potenza nucleare, nel quale ci prendiamo tutti la responsabilità di intervenire direttamente, o la via diplomatica verso una soluzione non bellica, per la tutela degli equilibri, della pace globale, della sopravvivenza della specie umana. 
  4. Il “fronte interno” politico e culturale che si sta delineando nella nostra società, è grave ed intollerabile. Episodi di russofobia, spesso paradossali, si registrano ormai dal mondo accademico a quello dell’arte. Le accuse verso il movimento pacifista assumono i toni dell’interventismo culturale che credevamo esserci lasciati alle spalle un secolo fa, con tanto di accuse di diserzione e rifiuto dell’analisi della complessità. Sappiamo che in Ucraina si scontrano interessi globali, anzitutto energetici, innestati su un conflitto etnico fomentato ad arte da entrambi i lati. Prendere la parte dei popoli aggrediti è giusto, mentre introiettare le ragioni di una parte dentro un conflitto etnico-identitario, per noi europei che dovremmo credere nella solidarietà tra i popoli, può essere l’inizio di una spirale pericolosa. Siamo per un’Ucraina plurinazionale e per un’Europa di tutti i suoi popoli. Per questo non accettiamo alcuna forma di censura di culture identificate come “nemiche” e mettiamo in guardia da una simile deriva dentro le nostre società, anche locali. 
  5. Ancora una volta, come abbiamo sempre fatto come forza politica locale, ci schieriamo per l’autodeterminazione dei popoli contro l’arroganza degli imperi. Così come siamo stati in piazza nella nostra città per il Rojava contro l’invasione da parte della Turchia, per la Palestina contro le continue guerre sporche e le ripetute annessioni territoriali di Israele, oggi siamo accanto alle popolazioni dell’Ucraina nelle loro sfaccettate diversità, le loro legittime aspirazioni, consapevoli che andrà anzitutto ricercata una pace interna a quel meraviglioso paese, da Kiev al Donbass, verso una soluzione di convivenza, plurinazionalità, neutralità. Per quanto difficile, di fronte alle spinte imperialiste su entrambi i lati, crediamo sia il cammino che l’Ucraina e l’Europa tutta dovrebbero tentare. 

Per tutte queste ragioni saremo in piazza sabato 5 marzo a Roma, accanto alla Rete pace e disarmo e le altre organizzazioni aderenti alla manifestazione per la pace in Ucraina. Dare un segnale con la nostra presenza è fondamentale. L’appuntamento dalla stazione di Ciampino, lato piazza L. Rizzo, è alle ore 13.20. 

Porchetta si candida a Sindaco: Una coalizione alternativa per la città pubblica

Un gruppo sempre maggiore di cittadine e cittadini, forze politiche, movimenti civici, si sono ritrovati per costruire una proposta politica alternativa al centrodestra e al centrosinistra per le elezioni amministrative del 2022 a Ciampino. Attorno a un’idea di città pubblica, in cui finalmente Beni Comuni e servizi tornino nelle disponibilità e per gli interessi della cittadinanza, per la tutela dell’ambiente e del bene comune, sta prendendo vita una coalizione che candiderà a Sindaco il ricercatore universitario Alessandro Porchetta. Tra le forze organizzate promotrici di questa proposta troviamo Diritti in Comune, Europa Verde Ciampino, Partecipazione Attiva, Possibile, nonché militanti di Rifondazione comunista. 

Volto noto delle battaglie cittadine per la dignità degli ultimi, dei movimenti locali ambientalisti, delle vertenze sindacali di base, Alessandro Porchetta è oggi un attivista del movimento Diritti in Comune, per il quale ha svolto il ruolo di Consigliere comunale nel biennio 2020-21. Nell’ambito di questa esperienza è stato uno dei rappresentanti eletti più attivi, in un serrato lavoro di squadra con la sua forza politica, sempre rivolto allo studio dei problemi, alla critica puntuale e alla proposta concreta, rappresentando un punto di riferimento per tanti cittadini e cittadine che hanno avuto in lui una voce dentro le istituzioni a difesa delle proprie istanze. Siamo certi che chiunque viva le difficoltà di una Ciampino abbandonata a sé stessa da chi l’ha amministrata prima, possa trovare nel nostro programma partecipato e in Alessandro Porchetta una valida alternativa al rischio di farla ricadere nelle stesse mani.

“Le classi dirigenti del centrosinistra prima e del centrodestra poi, se così vogliamo ancora chiamarle, hanno fallito miseramente – dichiara Porchetta in una nota – e ci lasciano una città incompiuta, schiacciata tra un consumo di suolo ogni anno più grave e una mobilità insostenibile, dove i servizi pubblici sono sempre meno, così come il verde urbano realmente fruibile per i cittadini. Gran parte del patrimonio pubblico cade a pezzi e la ristrutturazione del polo della ex cantina sociale non vede ancora luce, nonostante le promesse di tutti. Due anni scarsi di amministrazione Ballico sono riusciti nell’impresa unica di far ancora peggio di prima: le destre avevano il sogno di appaltare a soggetti privati tutti i beni costituenti il nostro patrimonio comunale, secondo la stessa inossidabile logica di mercato che per decenni ha prevalso nel governo di Ciampino, ma per fortuna li abbiamo mandati a casa. Ora è ricominciato il balletto dei candidati, tra chi va da una parte chi va dall’altra spostando presunti pacchetti di voti. Il solito meccanismo costruito sulla totale inconsistenza di una qualunque proposta, visione o idea della città del futuro. Un quadro francamente imbarazzante che speriamo i cittadini rispediscano al mittente.”

“Per questo lanciamo la nostra proposta, in totale contrapposizione con il passato: una proposta aperta a tutte quelle realtà sane cittadine, dal mondo ecologista e dell’impegno sociale, a chi vive nella periferia di Ciampino o nei quartieri più popolari, e vorrebbe una città diversa. La nostra è una proposta politica, prima che elettorale, e la vogliamo costruire attraverso un percorso di condivisione di tematiche e prospettive il più possibile pubblico e partecipato, come da nostra tradizione. Se sarò Sindaco mensilmente avremo iniziative nei vari quartieri, con la Giunta e i dirigenti al mio fianco per ascoltare i problemi concreti di chi vive la città. Istituzionalizzeremo strumenti di democrazia diretta, partecipata e di controllo popolare fin dai primi mesi, andando ad approvare da subito il regolamento per la gestione dei Beni Comuni. 

Abbiamo individuato le priorità di azione nella la realizzazione del Parco del Muro dei Francesi, il completamento della cantina sociale, il superamento delle attuali aziende partecipate per riconvertirle in aziende comunali pubbliche, il rilancio della proposta culturale cittadina attraverso adeguate risorse, piste ciclabili e potenziamento del trasporto pubblico locale, e poi ancora investimenti da ottenere in ambito distrettuale per il potenziamento del socio-sanitario territoriale. Per far ciò bisogna subito riportare i conti in ordine nel bilancio comunale anche attraverso l’individuazione degli sprechi e potenziare gli uffici comunali, inoltre immaginiamo un ufficio di scopo per intercettare i fondi PNRR ed europei. C’è un enorme lavoro da fare ma solo insieme con i cittadini e le cittadine, tramite l’ascolto continuo e dandoci gli strumenti per determinare le scelte politiche, anche per il tramite di maggiori istituti e forme di partecipazione diretta, si può pensare di realizzare il cambiamento che immaginiamo.” 

 

 

Alle elezioni con una proposta sui temi per la città, no a carrozzoni e trasformismi

In questo preludio di campagna elettorale Diritti in Comune ha scelto di arrivare formulando una proposta attraverso un percorso trasparente, fatto di proposte programmatiche concrete, indirizzando su queste – e a partire da queste – la discussione con le altre forze politiche. Una discussione franca, possibilmente pubblica, sulle questioni che determinano la qualità vita dei cittadini di Ciampino: i Beni Comuni, a partire dai parchi e dagli spazi pubblici, la viabilità, la gestione dei Servizi, il potenziamento dell’offerta socio-sanitaria territoriale ed altro.

Mentre continuiamo questo lavoro, invitando la città all’assemblea cittadina di sabato pomeriggio (ore 16 – Sala teatro della parrocchia di Viale Kennedy) per discutere insieme ad urbanisti ed esperti di settore degli strumenti e delle proposte programmatiche per rilanciare il tessuto urbano, dobbiamo evidenziare la nostra totale distanza e il rifiuto delle modalità con cui le altre forze politiche del centrosinistra pensano di ripresentarsi di fronte ai cittadini. A nostro avviso il trasformismo opportunista e la continuità col passato, a meno di smentite pubbliche che non abbiamo ancora letto, sono gli elementi dominanti del quadro politico attuale.

Leggiamo che un pezzo significativo di gruppo dirigente del Partito Democratico, tra cui il segretario politico, ha sottoscritto il 28 Gennaio un documento di adesione ad una piattaforma programmatica ed elettorale condivisa con Italia Viva, alcuni rappresentanti civici ed ex membri della Giunta Ballico. Scorrendo i firmatari si osserva con incredulità alla capacità di autorigenerazione di quella classe politica che ha già fallito nel passato e che oggi sembrerebbe voler aggiungere i soliti “transfughi” della politica, una volta a destra e una a “sinistra”, buoni per tutte le stagioni. Nessuna discontinuità del gruppo dirigente né, tantomeno, discussione pubblica sui madornali errori politici che hanno determinato la passata vittoria delle destre. Il Pd sembra posizionarsi, senza alcuna novità politica lungimirante, con una proposta governista il cui unico orizzonte è quello di gestire la città secondo le logiche e i blocchi di potere consueti e, sullo sfondo, di ricercare un’unione contro la destra.

Parallelamente i dirigenti del M5S ci hanno comunicato qualche giorno fa di essere in fase di chiusura di un accordo… con un altro pezzo di centro-destra! Quella parte che ha contribuito prima a fare eleggere e poi cadere l’amministrazione Ballico su posizioni squisitamente personali e mai politiche, come rivendicato dalle loro dichiarazioni di sostegno alle scelte della passata giunta anche dopo la sua caduta. Una destra che – sia nel caso del Pd che del 5 stelle – proprio con alcuni di quegli esponenti non ha esitato ad aprire l’Aula Consiliare dedicata a Pietro Nenni a neofascisti come Cappellari e a votare unanime una mozione indegna come quella “no ius soli”.

Ad arricchire il quadro oggi c’è una iniziativa promossa da Pd e M5S con la presenza di noti esponenti regionali, e allora la domanda è legittima: a che gioco si pensa di giocare? Se si vuole vedere tornare l’ex Sindaca e le peggiori destre al governo della città questa è certamente la strada maestra. 

Di fronte a questo quadro Diritti in Comune continua ostinatamente ad avanzare una proposta politica e di candidata/o a Sindaca/o di radicale discontinuità e trasformazione, sia nelle modalità che nei contenuti programmatici. È un percorso che abbiamo sempre voluto aperto a chi crede che questo sia ciò di cui ha bisogno la nostra città. Entro la metà del mese renderemo note le nostre scelte definitive, la coalizione con la quale andremo alla sfida elettorale, la candidatura a Sindaco e subito dopo la squadra di governo, nel rispetto di quei cittadini e cittadine che sceglieranno di costruire insieme a noi una città diversa.

Ciampino, Diritti in Comune: “Piano sosta, l’ultimo ‘regalo’ dell’era Ballico”

Siamo costretti a tornare nuovamente su questo argomento che fin da subito ci ha visto in prima linea contrari al piano sosta prodotto della ex giunta Ballico. Avevamo denunciato più volte come fosse un piano funzionale esclusivamente a fare cassa sulle spalle dei cittadini, ed oggi purtroppo in tanti se ne stanno accorgendo sulla loro pelle. Intanto la pessima organizzazione del servizio per quanto riguarda il rinnovo degli abbonamenti, gestito da ASP in maniera a dir poco approssimativa e senza prevedere adeguati strumenti di prenotazione digitale che, soprattutto in questo periodo, avrebbero evitato ai cittadini le estenuanti ed interminabili file.

Ci ritroviamo poi a denunciare nuovamente la drastica riduzione dei parcheggi gratuiti per i residenti nella zona centrale di Ciampino, prodotta dall’istituzione delle zone STR a pagamento anche sulla prima macchina. Oltre a questo i cittadini dovranno fronteggiare l’aumento del costo dell’abbonamento mensile solare per le auto successive alla prima del nucleo familiare per la zona di residenza (da 10 a 25 euro) e per l’intero territorio (da 25 a 40 euro). Ciliegina sulla torta è poi il pagamento di una quota fissa nella misura pari a 10 euro nel caso di ritardo rispetto alla durata della sosta, indipendentemente dal fatto che questo ritardo sia di qualche minuto o di ore!

Questioni da noi sollevate più volte in Consiglio comunale e che hanno visto diverse mozioni prodotte dai consiglieri di opposizione, puntualmente bocciate dalla maggioranza. Mozioni che Diritti in Comune ha sostenuto e difeso, in quanto tentavano di ridefinire i punti più critici di un piano sosta che è stato giustificato con la retorica della “lotta ai furbetti del parcheggio”. La verità è che i veri furbetti sono loro! La ex Sindaca Ballico e i partiti che la sostenevano, credevano di dover utilizzare le strisce blu per fare cassa.

Diritti in Comune si impegna da subito con i cittadini per annullare nei primi mesi della prossima consiliatura questo piano sosta e produrne uno completamente diverso. In primo luogo verrà garantito un incremento nel rapporto tra i posti non a pagamento e quelli a pagamento, soprattutto nelle aree più toccate dal problema. Verranno potenziate le aree dei parcheggi di scambio, che verranno messe a rete con il trasporto pubblico per favorire la mobilità pubblica all’interno del Comune.

Inoltre ci impegniamo ad abbattere il costo orario pari attualmente ad 1 euro/h in quanto spropositato per un comune come Ciampino. Costo orario che vede lavoratori, soprattutto quelli connessi col commercio, oggi obbligati a spendere parte del loro salario per poter parcheggiare e lavorare. Verrà reinserita la possibilità di pagamento delle frazioni orarie ad integrazione di eventuali infrazioni, con la conseguente cancellazione della “quota fissa” pari a € 10 attualmente vigente, che riteniamo una follia amministrativa lesiva dei principi guida relativi a questo strumento. Infine Diritti in Comune si adopererà per la re-internalizzazione del servizio sotto il diretto controllo comunale o, in alternativa, sotto il controllo di una rinnovata azienda A.S.P, che garantirà ai cittadini di non dover più vivere gli attuali disagi.

La mappa interattiva della Rigenerazione Urbana Alternativa e Partecipata

Ieri abbiamo rilanciato la nostra azione sugli spazi pubblici con un sit-in per rivendicare il recupero dei luoghi abbandonati per lo sport.
Oggi vi presentiamo la nostra idea complessiva, frutto del lavoro insieme alle associazioni territoriali, sul futuro di alcuni spazi-chiave della città.La vecchia amministrazione aveva declinato la “rigenerazione urbana” come proposta guidata dalle esigenze di soggetti privati. Nessuna guida pubblica nella programmazione e zero investimenti pubblici, un recupero inteso come privatizzazione delle aree e progettualità definita esclusivamente dalla redditività dell’investimento privato.

Questa è invece la nostra idea. Una Rigenerazione Urbana Alternativa e Partecipata, dove al centro ci sono le esigenze di cittadini, residenti, gruppi e comitati, lavoratori e lavoratrici del territorio. Dove la priorità è il recupero del patrimonio pubblico abbandonato tramite investimenti che prevedono diverse necessità di spesa: da interventi a basso costo, semplici e programmabili immediatamente senza grosse difficoltà di reperimento risorse per l’ente comunale, ad azioni più complesse e dispendiose da un punto di vista amministrativo (IGDO, area ex fratelli Spada, etc.), che necessitano il coinvolgimento di altri soggetti pubblici e privati.

L’orizzonte della nostra proposta si può riassumere nella centralità della pubblica utilità dei progetti, nel rifiuto di ulteriore consumo di suolo, nel recupero degli spazi e degli edifici esistenti, e nella centralità della guida pubblica in termini di programmazione complessiva territoriale.

Cliccate sulla nostra mappa interattiva, dove troverete alcune semplici pillole delle nostre proposte, per ora in forma embrionale, sulle quali torneremo a parlare più approfonditamente attraverso iniziative pubbliche, incontri nei quartieri, elaborazione di progetti.

“Un albero al giorno”, week-end di organizzazione insieme alle associazioni!

Questo fine settimana, insieme alle associazioni Ciampino Bene Comune e Officine Civiche, abbiamo piantato alberi in alcune delle aree verdi di Ciampino! Non certo un’iniziativa spot, ma una delle tante azioni dal basso che mettiamo in atto per mostrare e praticare l’alternativa.
Come abbiamo sempre detto, la nostra idea di città prevede:
– un Regolamento dei beni comuni, per facilitare la gestione condivisa anche delle aree verdi ed evitare intoppi burocratici per la cittadinanza che si attiva
– un piano strategico per il verde che preveda la piantumazione di un albero per ogni nuovo/a nato/a, la manutenzione ordinaria e straordinaria dei parchi, la creazione di barriere verdi contro l’inquinamento e lungo i fossi
– la ri-piantumazione degli alberi abbattuti negli ultimi anni e la piantumazione di nuovi nelle parti della città che ne sono prive
– la valorizzazione delle aree verdi del nostro patrimonio, come la Mola Cavona e l’Appia Antica, sempre attraverso la co-gestione tra Comune, altri enti, associazioni e cittadini.